La poesia di Valerio Magrelli protagonista al Consorzio Biblioteche

La poesia di Valerio Magrelli protagonista al Consorzio Biblioteche

La poesia di Valerio Magrelli è la protagonista dell'incontro di oggi, ore 17.30, della rassegna poetica del Consorzio Biblioteche. A presentarla al pubblico Carlo Serafini e Floriana Calitti.

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La poesia di Valerio Magrelli è la protagonista dell’incontro di oggi, ore 17.30, della rassegna poetica del Consorzio Biblioteche. A presentarla al pubblico Carlo Serafini e Floriana Calitti.

Vincitore di molti premi e concorsi letterari – fra cui il Premio Viareggio, Mondello, Brancati, Bagutta e Feltrinelli – Magrelli ha collaborato alle pagine culturali di diversi quotidiani e si è visto riconoscere il Premio nazionale per la traduzione (è autore di molte traduzioni di autori francesi come Mallarmé, Valéry, Jarry, Char, Ponge) per i suoi meriti letterari. Colta e piena di riferimenti – anche intratestuali ad altre opere dello stesso autore – la poesia di Magrelli procede in modo lineare scavando nel gioco dei rimandi e delle associazioni della lingua.

Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957, ordinario di letteratura francese all’Università di Cassino, si è occupato di avanguardie (Profilo del Dada, Lucarini 1990, Laterza 2006), Joseph Joubert (La casa del pensiero, Pacini 1995, 2006), Paul Valéry (Vedersi vedersi, Einaudi 2002, 2010, l’ Harmattan 2005) e Baudelaire (Nero sonetto solubile, Laterza 2010). Ha diretto la collana di poesia ”La Fenice” Guanda e la serie trilingue ”Scrittori tradotti da scrittori” Einaudi (Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Ha pubblicato sei raccolte di versi (ultima delle quali Il sangue amaro, Einaudi 2014), un ciclo di quattro volumi in prosa (concluso con Geologia di un padre, Einaudi 2013) e i saggi-racconto Che cos’è la poesia? (libro e cd, Sossella 2005, Giunti 2013), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), La lingua restaurata (Manni, 2014) e Lo sciamano di famiglia (Laterza 2015). Sempre del 2015 è l’antologia Millennium poetry (il Mulino).

Federico Francucci ha scritto di lui: ”specialmente a partire dal massiccio ingresso della prosa nella sua opera (un vero evento sismico, che ha portato a un irreversibile rimescolamento dei generi e riposizionamento complessivo delle tematiche, tanto che ormai ogni marcata separazione critica del poeta dal prosatore sarebbe poco saggia), con ‘Esercizi di tiptologia’ e soprattutto con ‘Nel condominio di carne’, la corrente esegetica ha cambiato di segno e oltre a viaggiare insieme a quella creativa ha cominciato a distaccarsene palesemente e a esercitarsi su di essa senza voler per forza colmare quella distanza: Magrelli ha cominciato a citare, anzi ad autocitare brani poetici più vecchi nel corpo dei testi nuovi, sottoponendoli poi a veri e propri commenti; e nello stesso tempo ha fatto emergere il giacimento delle sue letture cominciando a citare, con tanto di virgolette, brani altrui, tramandoli in maniera assai stretta al suo progetto di scrittura, anzi usandoli come vere colonne di questo, sempre rendendo esplicita la sua interpretazione”.

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