La Persona dell’anno secondo La Fune: i nostri cinque candidati

La Persona dell’anno secondo La Fune: i nostri cinque candidati

Non si tratta di un premio, né materiale né immateriale, nemmeno di un riconoscimento, ma semplicemente di una indicazione di quella che secondo noi è la persona la cui presenza e il cui operato hanno lasciato il segno più evidente su Viterbo

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Un po’ come il Time: la redazione de La Fune ha deciso di individuare la persona dell’anno. Iniziamo oggi indicando chi sono, secondo noi, i 5 finalisti e finiremo giovedì con l’indicazione della nostra Persona dell’anno. Domani invece vi parleremo degli esclusi da questa short-list. Non si tratta di un premio però, né materiale né immateriale, nemmeno di un riconoscimento, ma semplicemente di una indicazione di quella che secondo noi è la persona la cui presenza e il cui operato hanno lasciato il segno più evidente su Viterbo.

Non per forza positivo (come quando il Time indicò Martin Luther King), neanche per forza negativo (come quando invece indicò Adolf Hitler): semplicemente un segno. Proprio come fa il Time, al quale ovviamente ci siamo ispirati, se così si può dire. Insomma decliniamo su Viterbo quello che fa il Time su scala mondiale. Nella lista non ci sono solamente persone reali, ma anche la personificazione di problemi e dinamiche che riguardano Viterbo e la Tuscia.

Abbiamo proceduto per gradi. Prima ognuno di noi tre, Simone Carletti, Roberto Pomi e Luca Appia, ha indicato una rosa di nomi. Ne sono venuti fuori così una quindicina. Abbiamo così deciso di scendere a dieci e tra questi avviare un dibattito interno per scegliere una short list di cinque finalisti. Per decidere il vincitore ascolteremo i vostri pareri e leggeremo i vostri commenti, poi rifletteremo e decideremo a chi assegnare questo titolo.

Nella short-list ci sono, in ordine sparso: il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, l’onorevole Giuseppe Fioroni, suor Annunziata Campus e il lavoratore pendolare. Sono rimasti fuori da questi cinque, sempre in ordine sparso: Mauro Galeotti, Filippo Rossi, Lucio Matteucci, il Bullicame e la Macchina di Santa Rosa.

Ecco le motivazioni, in breve per i 5 candidati a essere la Persona dell’anno 2015. Dei 5 esclusi invece ve ne parleremo domani. Il “vincitore” invece lo annunceremo giovedì 24 dicembre.

 

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Leonardo Michelini. Quest’anno il sindaco di Viterbo è stato, secondo la nostra redazione, uno degli esempi più controversi della politica locale. Braccato dalle correnti politiche, spesso tirato per la giacchetta, non è riuscito a dar seguito alle promesse della campagna elettorale. La sua impresa possibile in questi giorni è, tra l’altro, definitivamente diventata impossibile. La crisi di maggioranza in corso infatti amplifica ancor di più la nostra percezione. Di Michelini si è parlato in tutte le salse, per tutto l’anno e spesso per beghe politiche. Per questo la sua figura ha inciso, eccome.

Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti è un esempio opposto. È riuscito a valorizzare Civita di Bagnoregio più di ogni altro suo predecessore e a farla diventare un volano per lo sviluppo del territorio, non solo del proprio Comune. Ha legato il nome del piccolo borgo a grandi personalità nazionale e internazionali e le immagini di Civita sono arrivate in tutto il mondo. Grazie a questo è riuscito ad abbattere le imposte comunali tanto da far diventare Bagnoregio il comune con le tasse più basse d’Italia. E non è poco.

Giuseppe Fioroni. L’onorevole del Partito Democratico, come dimostrano i fatti di questi giorni, è tornato a far sentire la propria presenza in maniera decisiva sulla città. Sarà che il rapporto con Matteo Renzi a livello nazionale non lo favorisce, sarà la paura di non essere ricandidato alle prossime elezioni, sarà il clima non troppo amico che trova in Regione, sarà quel che sarà, ma Giuseppe Fioroni ci sembra essere arrivato alla decisione di tornare a occuparsi quasi a tempo pieno di Viterbo. L’operazione Moderati e Riformisti, da lui benedetta, ne è solo la dimostrazione più recente. Giuseppe Fioroni quando si muove si sente e a Viterbo si è sentito eccome.

Suor Annunziata Campus, ormai ex madre superiora delle Clarisse, l’abbiamo scelta per quella che possiamo definire una lotta per difendere il Monastero di Santa Rosa, le Clarisse e la tradizione di Viterbo. Non è semplice per una persona che ha scelto di fare vita di Chiesa, protestare e battersi contro ordini superiori. Lei non lo ha fatto pubblicamente, ma si è battuta ugualmente per cercare di salvaguardare il patrimonio storico immateriale e materiale del Monastero della Clarisse e ha fatto di tutto per rimanere a Viterbo e per poter continuare a difendere la tradizione. Ciò non è stato possibile per volontà superiori, ma il fatto che ci abbia provato è significativo.

Abbiamo deciso poi di inserire nella short-list anche il lavoratore pendolare. Come dicevamo è una figura impersonale che però sintetizza il dramma che vivono migliaia di viterbesi. Tantissimi ogni giorno combattono con i treni spesso sporchi, spesso lenti e spesso in ritardo per recarsi a Roma a lavorare. Altrettanti pendolari combattono con strade piene di buche, con una segnaletica orizzontale insufficiente e con un traffico indecente, per fare lo stesso e portare il pane a casa. Il lavoratore pendolare dunque è il simbolo di una politica che per decenni ha parlato di infrastrutture, ma che poi oltre alle parole ci è andata troppe poche volte. È, in altri termini e da un’altra prospettiva, un vero e proprio eroe contemporaneo.