La mosca di Velo – “4-5 incontri e poi lanci”

La mosca di Velo – “4-5 incontri e poi lanci”

Mi piacerebbe imparare a pescare a mosca, ma è troppo difficile… E’ molto bella da vedere, ma come faccio ad imparare? L’ho vista fare da un mio amico, ma chissà come si fa… Sì, bella, ma qui a Viterbo?

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Ciao a tutti e ben ritrovati su queste pagine!

Mi piacerebbe imparare a pescare a mosca, ma è troppo difficile… E’ molto bella da vedere, ma come faccio ad imparare? L’ho vista fare da un mio amico, ma chissà come si fa… Sì, bella, ma qui a Viterbo?

Sì, qui a Viterbo si può. E non è per niente difficile. Bastano 4-5 incontri per partire da zero e arrivare a un livello sufficiente per fare le prime catture. Se invece volete arrivare a risultati stratosferici… si può, ma dovete avere un po’ di pazienza e tenere i piedi ben piantati per terra.

Vogliamo partire insieme per un viaggio? Bene, allora andiamo.

Prima di tutto: imparare a posare una mosca artificiale a una distanza di pesca sufficiente per prendere qualche pesce è facile. Molto facile.

Dovete mettere in conto 4 mezze giornate. Tutte su prato più un’altra sull’acqua (di solito andiamo in un laghetto di pesca). Dopo di che, un’uscita vera e propria che in genere dividiamo in due sezioni: nella prima l’istruttore precede l’allievo, pescando normalmente e spiegando dove e perché posa la mosca. Nella seconda metà i ruoli si invertono e l’istruttore resta indietro, per valutare il livello raggiunto dall’allievo ed affinandone la tecnica.

Tutto qui? Il corso è finito dopo 4 lezioni? Certamente no… dopo questi quattro, anzi 5, incontri (che possono diventare anche qualcuno in più, se necessario) si va pesca, senza più badare al corso. Ben sapendo che l’istruttore avrà sempre un occhio di riguardo durante la battuta di pesca, pronto a elargire consigli e suggerimenti (ma anche qualche tiratina di orecchie se gli errori sono proprio madornali!).

Le quattro lezioni principali vertono sull’apprendimento delle basi del lancio “classico” e delle sue varianti (lancio verticale, orizzontale, contromano, serpentina, “reach cast”, roller ecc.) senza dimenticare la descrizione dei movimenti, l’acquisizione del “tempo”, lo “shooting”, il lancio con cambio di direzione, il recupero a spire ed a matassina, la precisione di posa a distanze variabili, il lancio curvo e tanto altro ancora).

La doppia trazione viene accennata ma non approfondita per un motivo molto semplice e pratico: si tende a dare maggiore importanza alla precisione del lancio e dei movimenti piuttosto che alla distanza: un lancio corto fatto bene è molto più redditizio di uno lungo con una posa disastrosa o imprecisa. Una volta acquisite le basi ed i movimenti corretti, la distanza viene da sola, in maniera molto semplice ed autonoma. ­­

Ovviamente, questo non è tutto. Durante il corso, si chiacchiera. Serve a molto, chiacchierare. Serve per conoscersi, per valutare, per rendersi conto di dove si è arrivati e, soprattutto, di dove si vuole arrivare. Non si chiacchiera giusto per farlo: al contrario, è una trasmissione di conoscenze, di esperienze, di dati, di tecnica. E allora si parla di canne, di code, di finali, di pesci, di mosche artificiali… Si parla di pesca a mosca a 380°. Questo ne fa un corso pieno, completo, non limitato all’aspetto tecnico ed ai movimenti fissi e obbligati. Da questi, tappa iniziale obbligatoria, si sarà pronti a prendere il volo verso un intero universo.

Per saperne di più, visitate la pagina Facebook: https://www.facebook.com/TusciaFlyClub/.
Arrivederci alla prossima puntata!!!

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