La maggioranza respinge compatta la sfiducia, Rossi: “è un voto di speranza”

La maggioranza respinge compatta la sfiducia, Rossi: “è un voto di speranza”

Dopo un lungo Consiglio comunale e l’intervento di molti dei consiglieri presenti, incluso il consigliere Filippo Rossi tornato alla parola dopo una lunga assenza, il Consiglio comunale si è concluso con un voto contrario alla mozione di sfiducia.

ADimensione Font+- Stampa

Come da copione: la maggioranza si ricompatta attorno a Leonardo Michelini e respinge la sfiducia al mittente. Dopo un lungo Consiglio comunale e l’intervento di molti dei consiglieri presenti, incluso il consigliere Filippo Rossi tornato alla parola dopo una lunga assenza, il Consiglio comunale si è concluso con un voto contrario alla mozione di sfiducia.

“Andrete a casa comunque perché avete perso nella Città”. Il commento più amaro è quello di Gianmaria Santucci, consigliere di Fondazione, che non ha gradito l’intervento del sindaco Leonardo Michelini che ha lungamente snocciolato i risultati di questa amministrazione leggendo l’intervento, forse per evitare le gaffe delle ultime uscite. Dall’Expo, ad un nuovo tavolo di lavoro per Villa Lante, dalla riqualificazione del Poggino alla volontà di “trasformare sempre di più il Comune in una casa di vetro per la trasparenza”. Michelini ha fatto un discorso che assomigliava ad un discorso di insediamento. Si è tornato a parlare di termalismo, di trasversale, di Villa Lante e del rapporto con Roma “ribaltato. Noi – ha detto Michelini – non andiamo più nella Capitale con il cappello in mano”.

Augusta Boco del Pd ha invece richiamato l’opposizione al proprio ruolo: “se fosse più costruttiva sarebbe determinante per la Città”. Tra gli interventi più aperti proprio verso l’opposizione quelli di Viva Viterbo che hanno invitato Sindaco e Giunta ad aver un rapporto più aperto con il Consiglio, “piuttosto che chiedere all’opposizione di farlo, – ha detto Filippo Rossi – torniamo a chiederci dove vogliamo andare e che città disegnare. Il mio sarà un voto di speranza, più che di fiducia”. “Questo passaggio – ha dichiarato invece Maria Rita De Alexandris – ci serva da stimolo”. Appena smarcato dal resto della maggioranza invece Arduino Troili, unico degli ex dissidenti del Partito Democratico, a rimanere freddo verso l’amministrazione Michelini. “Voterò per la fiducia, ma rimango diversamente in maggioranza”, ha detto. Maurizio Tofani ha riconosciuto che “qualcosa probabilmente non va, ma puntiamo su terme, sociale e un bilancio condiviso”. Livio Treta ha invece ironizzato sui pochi cittadini presenti al Consiglio: “avete fatto una campagna per far venire gente – ha detto riferendosi in realtà all’invito di Viterbo Civica – ma c’erano solo 23 persone. Eppure dite che la Città sia tutta contro di noi”

Gli attacchi della minoranza, che ha evocato da più parti il “sindaco-ombra Giuseppe Fioroni”, hanno invece aperto la seduta. Da Gianluca De Dominicis del Movimento 5 Stelle, primo proponente della mozione, che ha accusato l’amministrazione di essere impantanata dalla politica “che vi impedisce di lavorare per la Città”. Chiara Frontini (Viterbo2020) ha invece paragonato Leonardo Michelini a Fracchia “che non impone mai la linea”, lasciando intendere che sia inadeguato al proprio ruolo. “I vostri risultati – ha concluso – sono troppo pochi”. Claudio Ubertini di Forza Italia ha accusato la giunta di aver messo 10 milioni di tasse “senza fare spending review”.

Alla fine la mozione è stata respinta. “Ognuno sarà inchiodato alle proprie responsabilità”, aveva già detto Luigi Buzzi (Fratelli d’Italia). “Se questo lavoro servisse a ricompattarvi e quindi a iniziare a lavorare – ha commentato il consigliere De Dominicis – sarebbe già un risultato”. “Chi di speranza vive – ha concluso Sergio Insogna riprendendo le parole di Filippo Rossi – di speranza muore. Leonardo Michelini non ha il phisique du role. Non è adatto a fare il sindaco”.

Alla fine 18 voti per la fiducia (tutti quelli previsti, visto che il sindaco non poteva votare) e 11 per l’opposizione (per la quale mancavano Francesco Moltoni, assente giustificato perché di ritorno da un viaggio pianificato, e Vittorio Galati).

Nota a margine, l’ennesima lite tra Sergio Insogna e Giacomo Barelli

Tra i momenti più tesi quelli di un battibecco tra Sergio Insogna e Giacomo Barelli. Durante la dichiarazione di voto il consigliere Sergio Insogna, infastidito dall’assessore di Viva Viterbo, ha richiesto l’allontanamento dai banchi del Consiglio “riservati a chi è stato eletto”, dove Barelli era seduto, da parte degli agenti della Polizia Locale. “Te ne devi anna’” gli ha urlato contro Sergio Insogna, finché Barelli non è tornato a sedersi sul tavolo della Giunta.