La grandiosità della Tomba Francois – Ecco cosa apparve agli occhi dei primi che vi entrarono

La grandiosità della Tomba Francois – Ecco cosa apparve agli occhi dei primi che vi entrarono

"Forme, vestiti, stoffe, colori, furono per alcuni minuti visibili; poscia a misura che l'aria della campagna penetrava nella cripta, tutto sparve", così descrive l'apertura della preziosa tomba di Vulci l'archeologo Francois.

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“Quando l’ultimo colpo di piccone atterrò la pietra che chiudeva l’entrata della cripta, la luce delle torce rischiarò le volte di una funebre dimora, il cui silenzio da più di venti secoli nessuno aveva turbato.

Ogni cosa laggiù si trovava nello stesso stato in cui era stata disposta il giorno nel quale era stata chiusa l’entrata. L’antica Etruria vi si rivelava in tutto il suo splendore.

Un’intiera civiltà sorgeva, quasi fantastica visione, da un sepolcreto. C’era da restare abbagliati. La stessa Pompei non aveva offerto uno spettacolo così imponente. Coricati sulle loro bare i vecchi guerrieri etruschi colle loro armi indosso, sembravano riposarsi dalle fatiche di una battaglia allora allora guadagnata sopra i Romani o i Galli.

Forme, vestiti, stoffe, colori, furono per alcuni minuti visibili; poscia a misura che l’aria della campagna penetrava nella cripta, tutto sparve”. E’ questo quanto scrive nel diario dello scavo, nel 1857, lo stesso Alessandro Francois.

L’importanza degli affreschi di questa sepoltura sta nel fatto che raccontano la storia degli etruschi e i suoi momenti salienti e le storie omeriche e i miti greci. Non ci sono affreschi sull’aldilà e neanche di vita quotidiana.

C’è la liberazione di Celio Vibenna e la storia greca omerica risalenti fino alla guerra di Troia (come il sacrificio da parte di Achille dei prigionieri troiani in onore a Patroclo). Oltre questi affreschi se ne trovarono altri tratti dalla mitologia greca come la lotta all’ultimo sangue dei due fratelli Eteocle (in etrusco Ethucle) e Polinice (in etrusco Pulunice) ritrovato sulla parete di fondo e citato nella tragedia greca classica (è un episodio dalla Saga dei Sette contro Tebe); o come all’ingresso ove, ancora ispirato al ciclo omerico della guerra di Troia, Aiace (in etrusco Aivas) minacciava con la spada Cassandra (in etrusco Casntra); o come la storia di Sisifo e Anfiarao.

Storie etrusche sono invece l’affresco in cui Marce Camitlnas uccide Cnaeve Tarchunies Rumach.