La giunta e il gioco della scomunica preventiva

La giunta e il gioco della scomunica preventiva

Il gioco della scomunica preventiva è decisamente il più gettonato del principio d'estate a Viterbo. Il tema, manco a dirlo, è la neonata giunta comunale, la cui composizione costituisce l'ossatura portante del divertissement di questi giorni

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Il gioco della scomunica preventiva è decisamente il più gettonato del principio d’estate a Viterbo. Il tema, manco a dirlo, è la neonata giunta comunale, la cui composizione costituisce l’ossatura portante del divertissement di questi giorni. Quell’assessore è figlio di? Allora non capisce niente. Quell’altro è fidanzato con? E’ un incapace. Quell’altra ancora è parente di? Non andava nominata. Fino ad arrivare alla scomunica anche delle amicizie: se sei amico di, allora non puoi mettere piede nel Palazzo. Come se in una piccola città conoscere e frequentare tizio o caio o sempronio non sia faccenda stranota, ma non per questo necessariamente sconveniente.

Insomma, un giochetto abbastanza stucchevole che trova la sua massima espressione sui social che, in circostanze come questa, mostrano il lato decisamente peggiore. A voler essere obiettivi e sinceri, ogni critica è lecita e permessa ma solo se si riferisce a fatti concreti, E questi che sono in carica appena da qualche giorno non hanno avuto nemmeno il tempo di sedersi sulla poltrona, se non quello di cominciare a guardarsi intorno. Bisogna aspettare per valutarli: adesso si tratta solo di una scomunica preventiva fondata sul niente.

Altro tema ricorrente è quello della gioventù e dell’inesperienza di alcuni esponenti della squadra del sindaco Arena. E spesso tali rilievi arrivano dalle medesime persone che criticano la presenza di “tromboni” in giunta. Insomma, da una parte non ci devono stare sempre le stesse facce; dall’altra, se ci sono volti nuovi, non va ugualmente bene perché non hanno la sufficiente preparazione. Fate un po’ pace col cervello prima di aprire la bocca (o utilizzare la tastiera) solo per fare uscire un po’ di fiato (e magari anche fiatella…). Anche in questo caso, prima di emettere sentenze aprioristiche non sarebbe il caso di aspettare e di vedere i primi atti concreti e poi, eventualmente, criticare? Gioventù e/o inesperienza non sono disvalori in assoluto: chi ha voglia e capacità può tranquillamente farcela. E anche bene.

In realtà, le perplessità maggiori nascono da altre considerazioni. La prima riguarda il numero: 9 assessori sono decisamente troppi per un città come Viterbo di poco più di 67mila abitanti, frazioni comprese. Uno ogni diecimila residenti andrebbe più che bene e quindi, in soldoni, 6, al massimo 7; tanto più che all’assessore spettano compiti di indirizzo politico, non certo di gestione amministrativa. Il secondo rilievo concerne invece la distribuzione degli incarichi e il peso delle singole componenti. Arena, in sede di presentazione, tenne subito a precisare che non ci sono deleghe pesanti o leggere. In realtà, il sindaco sa benissimo che le cose non stanno così: è vero che in una squadra tutti danno il loro contributo (senza Gattuso e Oriali, i mediani, l’Italia non avrebbe mai vinto i Mondiali), ma è anche vero che ci vogliono Totti e Del Piero, Paolo Rossi e Bruno Conti, Cannavaro e Buffon. E ci vuole pure Grosso, il meno noto della compagnia, che segna il rigore decisivo.

Nella suddivisione, insomma, qualche partito ha sicuramente ottenuto deleghe di una certa entità. Fratelli d’Italia, ad esempio, incamera la gran parte dei lavori pubblici (Allegrini), urbanistica (Ubertini) e cultura e turismo (De Carolis) e dunque fa la parte del leone. Anche Fondazione, che già può annoverare le attività produttive (Mancini), si sistemerà al meglio quando – come si vocifera – a Barbieri andrà la delicatissima delega all’ambiente. Da questo primissimo scorcio di  partita, escono un po’ ridimensionati Lega (che però si rifà con la presidenza del Consiglio) e soprattutto Forza Italia. La responsabilità dei servizi sociali (Sberna) non compensa la cessione della “ciccia” dei lavori pubblici da parte di Micci, al quale restano solo quelli negli ex comuni (in realtà, non si capisce nemmeno bene come funzionerà lo spacchettamento…).

In sintesi, perplessità ce ne sono e anche tante, ma tutte vanno legate al rendimento e ai risultati, non ai nomi o alle parentele o all’età: tutto questo attiene attiene alla polemica politica e non solo. E, appunto, alla sgradevole e inutile scomunica preventiva.