La geografia dell’amministrazione Michelini. Le cinque terre della maggioranza

La geografia dell’amministrazione Michelini. Le cinque terre della maggioranza

Come è fatta la maggioranza di Leonardo Michelini in questo preciso momento storico? Una terra in evoluzione, come tutti i pianeti. Ci siamo calati, come moderni cartografi, all'interno della sala d'Ercole per tracciare i confini e le caratteristiche dei diversi luoghi della maggioranza.

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C’è una roba che fino a ora è stata poco analizzata, che è sotto gli occhi di tutti ma di cui si fatica in qualche modo a parlare. Quale è lo stato di salute dell’amministrazione guidata da Leonardo Michelini? Questa la domanda a cui cercheremo di dare una risposta, puntando a tracciare una geografia della maggioranza che siede in consiglio comunale.

Ci muoviamo, con la pazienza degli antichi cartografi, tra i golfi e le insenature politiche della sala d’Ercole e non possiamo non costatare l’esistenza di diversi continenti. Quanto siano alla “deriva” tra di loro sarà la cronaca dei prossimi mesi o anni a dircelo. Per ora ci limitiamo a fotografare e fissare una situazione. Tutto in cinque terre.

 

La terra dei lealisti

Si tratta di una piccola isola che si assottiglia sempre di più. Il tutto a causa delle onde tempestose del malcontento e dei venti politici e personalistici che soffiano forti dentro Palazzo dei Priori. Questo luogo è abitato dai fedelissimi del sindaco, quelli che lo seguirebbero ovunque. Anche se a volte non hanno ben chiara la rotta indicatagli.

La terra dei rapaci

E’ uno spazio montagnoso, pieno di picchi ma anche di gole. Area impervia, scarsamente abitata. Ci vivono le aquile di Palazzo dei Priori, quelli scaltri che sanno bene, anzi alla perfezione, dove vogliono arrivare. Conoscono la politica e il potere, è gente navigata. Sono pochi, molto pochi, ma forse gli unici a capire davvero quello che accade dentro al Comune. Per ogni rapace c’è bisogno di tanti topolini …

La terra dei frustrati

E’ un promontorio desertico. Tutto intorno brilla un’oasi  verdissima. Il loro viaggio, al seguito di Michelini, era iniziato da qui. Acqua abbondante e ombra, tante speranze di un’esperienza consigliare radiosa. Poi piano piano, camminando, si sono ritrovati nel deserto. Le piccole gocce d’acqua della loro speranza hanno iniziato a evaporare bruciate dal fortissimo sole di un sindaco che dà l’impressione di non comprendere l’importanza della condivisione vera. Chiamateli “scottati” dalla politica. Questa terra della sala d’Ercole è densamente popolata, proprio perché dopo la Cambogia dell’amministrazione Marini in tanti avevano sperato di aprire una nuova era. Rimangono in consiglio, frequentano e sperano che un giorno torneranno le verdeggianti pianure davanti ai loro occhi. Per ora si rodono e si asciugano la lingua con il mantra del “chi me lo ha fatto fare?”.

La terra del contrappasso

Vi risiedono i più dotati. Quelli che avevano prospettive reali e ambivano a cambiare la città. Il presente che gli tocca in sorte è per loro un contrappasso: avevano tanto voluto l’azione che ora languono in un grigio immobilismo. La passione politica non scorre più nel palazzo. Si è seccata come una pianta che quando arriva l’inverno non rimetti in serra. Eppure il sindaco prometteva bene, anche per la sua esperienza di vivaista.

La terra degli inconsapevoli

E’ un territorio piano, piatto. Qui non ci sono pericoli. Né gloria, né disonore. Soltanto un giorno uguale all’altro, fino alla fine del mandato. Dopotutto se uno un lavoro ce l’ha o riesce a trovarlo, se uno ha una famiglia o un hobby può anche vivere senza la politica.