La Fune a Sanremo – Intervista a Michele Bravi, da X Factor all’Ariston

La Fune a Sanremo – Intervista a Michele Bravi, da X Factor all’Ariston

Era il lontano 2013 quando Michele Bravi vinse e trionfò a X FACTOR con una canzone firmata da Tiziano Ferro: “La vita e la felicità”. Allora aveva solo 18 anni, poi un periodo di buio. Gli anni passati da quell’evento a oggi con il debutto a Sanremo gli sono serviti per superare la sua timidezza, maturare e farsi conoscere attraverso i social. Abbiamo incontrato Michele nei corridoi del teatro Ariston.

ADimensione Font+- Stampa

Era il lontano 2013 quando Michele Bravi vinse e trionfò a X FACTOR con una canzone firmata da Tiziano Ferro: “La vita e la felicità”. Allora aveva solo 18 anni, poi un periodo di buio. Gli anni passati da quell’evento a oggi con il debutto a Sanremo gli sono serviti per superare la sua timidezza, maturare e farsi conoscere attraverso i social. Abbiamo incontrato Michele nei corridoi del teatro Ariston.

Ciao Michele, siamo qui nel teatro Ariston di Sanremo ancora poco e ti esibirai. Emozionato?

“Sì un po di tensione c’è. Guarda io più che tensione, fino adesso me la sto vivendo bene, nel senso che sono molto emozionato, ma è un’emozione positiva. Ho un po’ paura che poco prima di salire ti prende quella cosa come da morte addosso. No però sono positivo. Ci tengo tanto a presentare questo progetto con l’attenzione e la concentrazione che merita, quindi spero di mantenermi lucido, non so se sarà possibile, ma ce la metterò tutta.

Un progetto ambizioso con autori di alto livello: Alfredo Rapetti Keope, figlio di Mogol, Giuseppe Anastasi vincitore di due festival con Arisa e autore di canzoni che rimangono nella storia. Soprattutto il titolo:“Il diario degli errori”. Eppure sei molto giovane…

“Il diario degli errori penso che sia il pezzo più importante che io abbia mai cantato perché tutti hanno un diario degli errori, purtroppo. Il mio a 22 anni non è così fitto come potrà essere tra 10 anni ma purtroppo è già abbastanza pieno e mi piaceva mostrarmi davanti a tutta l’Italia e mettere a nudo tutte le scelte che ho fatto, tutti gli errori che ho fatto e passatemi il termine, tutte le stronzate che ho fatto, che mi hanno portato a essere la persona che sono. Questa canzone è una preghiera d’amore, una speranza che tutto quello che si scopre sulla nuova dimensione dell’amore ti manda fuori da questo diario delle scelte sbagliate, uno poi alla fine della storia si ricrede sempre e aggiunge un altro nuovo errore. Una storia d’amore molto intensa. Sono veramente contento di questo progetto musicale”

Poi scrivi: “Ho cercato nel conflitto la parvenza del pensiero” …

“Rispetto a quello che è il mio percorso, anche soltanto lavorativo, anche senza entrare nel personale, ho vissuto il conflitto del post talent. Io là dentro ho sgomitato per avere una dimensione che fosse solo mia, che mi permettesse di esprimere la mia creatività in una maniera molto più libera, molto più serena. Di essere anche un po più spavaldo nelle cose che voglio cantare. Mi sono accorto che non solo non posso, ma non voglio avere filtri quando mi presento musicalmente, perché sarebbe prestare la voce a quello che non sono io. Ho imparato a essere molto onesto, molto limpido e molto vero. Il mio sentiero è stato quello di condividere la verità, nel bene e nel male”.
Scrivi che da questo diario almeno tu rimani fuori. In che senso?

“Mi ripeto, è una storia d’amore intensa quando uno scopre una nuova dimensione dell’amare. Questa è una preghiera che viene fatta verso una persona con cui hai un qualsiasi rapporto umano, sia d’amore che d’amicizia sia di qualsiasi modo di volersi bene. Una canzone che mi ha salvato, perché arrivata in un momento particolare per me, e spero che possa salvare anche qualcun’altro. Spero che ne i miei errori qualcuno possa leggere i suoi errori”.
Passerai “dal diario degli errori” alla “stagione dell’amore” nella serata delle cover. Una canzone del 1983. Come si legano?

“Molte volte tu chiudi un rapporto umano e pensi che tutto sia stato sbagliato, neghi quasi la presenza di un rapporto reale. Nella stagione dell’amore si dice che l’amore viene e va, non lo puoi prevedere, e la cover ti dice che ancora qualcosa ti farà pulsare il cuore. Ma c’è anche la consapevolezza che gli orizzonti perduti non ritornano e gli errori scritti stanno lì nel diario”.

Dopo Sanremo che succede?

“Spero di arrivare a sabato, poi inizierà la prosecuzione del racconto che inizia con il “Diario degli errori”. Poi a maggio ci saranno due anteprime del tuor che mi porterà in giro per l’Italia”.

 

bravi

Banner
Banner
Banner