La Crocifissione di Michelangelo: la lettera di Vittoria Colonna

La Crocifissione di Michelangelo: la lettera di Vittoria Colonna

"Non viddi mai la più finita cosa". La lettera, letta da Antonio Rocca durante uno degli eventi di Egidio17, avvicinerebbe ancor di più l'opera a Michelangelo.

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Ecco la lettera che lega La Crocifissione in mostra al “Museo Colle del Duomo” a Michelangelo. L’ha letta nei giorni scorsi il direttore artistico di Egidio17 Antonio Rocca durante la presentazione del nuovo allestimento studiato per l’opera che potrebbe essere attribuita al grande artista rinascimentale. SI tratta di una lettera con la quale Vittoria Colonna, intellettuale vissuta a Viterbo e vicina ad Egidio da Viterbo e Reginald Pole.

Nella lettera Vittoria Colonna ringrazia Michelangelo per una Crocifissione come quella esposta a Viterbo e la cui attribuzione è incerta. Il testo della lettera è stato ricavato da uno scritto di Maria Forcellino, che insieme al fratello, è considerata la massima conoscitrice di Michelangelo.

Sono loro, ad esempio, che hanno attribuito La Pietà di Buffalo proprio a Michelangelo (valutata, appena dopo l’attribuzione, centinaia di milioni di Dollari). Nel frattempo è stato riconosciuto il legno su cui è dipinta La Crocifissione. Si tratta di castagno, fatto che, insieme ad alcuni elementi contenuti nell’opera, localizzerebbe la sua produzione proprio a Viterbo.

I passi verso l’attribuzione proseguono anche su altri fronti, oltre quello documentale: presto potrebbe essere stabilita con certezza l’epoca della sua realizzazione grazie al contributo di alcune Istituzioni.

 

 

La lettera:

Unico maestro Michelagnelo et mio singularissimo amico. Ho hauta la vostra et visto il crucifixo, il qual certamente ha crucifixe nella memoria mia quale altri picture viddi mai, né se pò veder più ben fatta, più viva et più finita imagine et certo io non potrei mai explicar quanto sottilmente et mirabilmente è fatta, per il che ho risoluta de non volerlo di man d`altri, et però chiaritemi, se questo è d`altri, patientia.

Se è vostro, io in ogni modo vel torrei, ma in caso che non sia vostro et vogliate farlo fare a quel vostro, ci parlaremo prima, perché cognoscendo io la dificultà che ce è di imitarlo, più presto mi resolvo che colui faccia un`altra cosa che questa; ma se è il vostro questo, habbiate patientia che non son per tornarlo più. Io l`ho ben visto al lume et col vetro et col specchio, et non viddi mai la più finita cosa.

Son al comandamento vostro,

La Marchesa di Pescara