La campagna elettorale è alle porte. Si apparecchia una guerra all’ultimo sangue dentro al Pd viterbese

La campagna elettorale è alle porte. Si apparecchia una guerra all’ultimo sangue dentro al Pd viterbese

Difficile fare entrare una famiglia di elefanti dentro a una Cinquecento. Eppure è questa la situazione che si sta apparecchiando nel Partito Democratico viterbese sotto la brezza delle elezioni, probabilmente vicine. Non è detto che si andrà alle urne a breve ma se così fosse e lo si facesse con l'Italicum “aggiustato” dalla Consulta si aprirebbe una bella partita a scacchi in casa Dem.

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Difficile fare entrare una famiglia di elefanti dentro a una Cinquecento. Eppure è questa la situazione che si sta apparecchiando nel Partito Democratico viterbese sotto la brezza delle elezioni, probabilmente vicine. Non è detto che si andrà alle urne a breve ma se così fosse e lo si facesse con l’Italicum “aggiustato” dalla Consulta si aprirebbe una bella partita a scacchi in casa Dem.

La nuova legge elettorale disegna uno scenario angusto. Meglio: claustrofobico. Nel 2013 i democratici viterbesi ebbero l’occasione di fare il pieno alla Camera. Ben quattro ingressi: Ferranti, Terrosi, Fioroni e Mazzoli. Riuscirono nel risultato, sicuramente importante, grazie alle liste bloccate e ai buoni posizionamenti in lista (decisi dai vertici del partito) spuntati sulle pelle di latini e ciociari. Questo in virtù di un maggiore peso dem nella Tuscia rispetto agli omologhi di Latina e Frosinone. Fu questo l’effetto del Porcellum.

La nuova legge elettorale cambia tutto. Rimette in gioco le preferenze ma soprattutto divide l’Italia in 100 collegi da 600mila abitanti ciascuno. Così il collegio di riferimento nostrano nasce dall’accorpamento tra Viterbo e Rieti. Al massimo da quest’area possono venire fuori sette eletti in totale. Così ogni partito presenterà una lista di sette nomi.

Essendo la situazione politica attuale essenzialmente tripolare: Cinque Stelle, Pd e centrodestra; è ragionevole ipotizzare l’elezione di due deputati per ogni schieramento. Anche se la possibile mancanza di compattezza del centrodestra potrebbe regalare qualche deputato in più ai pentastellati o ai dem. Ma questo è tutto da vedere.

La nuova elegge elettorale inoltre prevede il capolista bloccato. E in casa Dem il più quotato sembra essere l’assessore regionale Fabio Refrigeri. Quindi la quaterna viterbese del 2013 ha spazi ristrettissimi e a complicare il quadro potrebbero arrivare altri pretendenti. Tra i possibili il consigliere regionale Enrico Panunzi. Una situazione che aprirebbe una guerra all’ultimo voto tra gli aspiranti viterbesi e una contrapposizione che rischierebbe di far saltare i nervi dentro il Pd locale.

Della serie “ne vedremo delle belle”.

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