La Bisaccia del Pellegrino porta le eccellenze della Tuscia sulla Via Francigena

La Bisaccia del Pellegrino porta le eccellenze della Tuscia sulla Via Francigena

Presentata oggi a palazzo dei priori la nuova idea di marketing territoriale del viterbese che sarà in vendita a partire da questo week end

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Nocciole dei monti cimini, miele, olio extravergine d’oliva e confettura di ciliegie, il tutto rilegato in un singolare sacchetto artigianale. Non sono gli ingredienti di una strana ricetta, ma i contenuti della Bisaccia del Pellegrino, una delle ultime idee di marketing territoriale del viterbese che si inserisce all’interno dell’anno santo della chiesa.

Quattro prodotti tipici della Tuscia, uniti alle eccellenze dell’artigianato e a una delle storiche strade del pellegrinaggio: la via Francigena. Questa l’idea scaturita dalla collaborazione tra Comune di Viterbo, Diocesi, Banca di Viterbo, Coldiretti, Associazione Civita e il Giardino di Filippo, che è stata presentata oggi a Palazzo dei Priori. Un’idea che nasce come promozione territoriale legate al giubileo della misericordia, ma che inevitabilmente si lega alle economie produttive della zona, che attraverso la Bisaccia distribuiscono i loro prodotti e si fanno conoscere.

La bisaccia è realizzata dall’artigiano Flavio Scatolla, del Giardino di Filippo, e dalla Cooperativa sociale Gli anni in tasca, che hanno preso ispirazione dalla sacca che i cavalli della maremma portavano al collo per nutrirsi durante i lunghi viaggi. All’interno della borsa, poi, i prodotti tipici della Tuscia che arrivano da aziende specializzate della provincia: le nocciole dalla Coopernocciole di Capranica, il miele dall’azienda Marino Giuliani di Grotte di Castro, l’olio dalla cooperativa agricola Cesare Battisti di Vetralla e la marmellata dal Consorzio ciliegia di Celleno.

La Bisaccia del Pellegrino sarà in vendita a partire da questo week end – il costo dovrebbe attestarsi sulle 15 euro – in occasione delle cerimonie conclusive della Settimana Nazionale delle Vocazioni che si tengono a Viterbo, protagonista questa domenica anche della messa in diretta su Rai1. La borsa, però, è solo parte un progetto più ampio di promozione del territorio che passerà, appunto, anche per i maggiori percorsi di fede viterbesi. Cinque le tratte presentate oggi alla conferenza: la via delle fontane, la via dei quartieri medievali, la via dei Papi, la via di Santa Rosa e la via dei monasteri.

Il progetto della Bisaccia del Pellegrino ha quindi una triplice valenza: turistica, agricola e sociale. Se da una parte c’è la promozione territoriale vera e pura, infatti, dall’altra si permette anche di valorizzare i prodotti di qualità che la Tuscia è in grado di produrre, il tutto mentre si coinvolgono cooperative sociali che ogni giorno si impegnano per gli altri.

Anche l’assessore all’agricoltura della Regione, Carlo Hausmann, nominato a gennaio e per la prima volta a Viterbo nella sua nuova veste, è entusiasta del progetto, che dopo la via Francigena verrà presentato anche sulle altre tre strade di pellegrinaggio del Lazio. Il vescovo Fumagalli, invece, si sofferma sul tema occupazionale. La produzione della Bisaccia, infatti, consente alle aziende del viterbese di lavorare e far lavorare i propri dipendenti, oltre alla prospettiva di poter aumentare la produzione e quindi l’occupazione della zona.

Decarta racconta la Tuscia