Italo Leali: “Meno cazzate e più cultura per Viterbo”

Italo Leali: “Meno cazzate e più cultura per Viterbo”

Italo Leali è infuriato ancora di più dopo le recenti dichiarazioni dell'assessore Antonio Delli Iaconi sul caso Tuscia in Jazz. Si sente preso in giro e ha deciso di raccontare tutti i fatti accaduti: "Lo faccio per dire ad altri operatori culturali di non fidarsi, per non fare la mia fine".

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Caso Tuscia in Jazz, le dichiarazioni dell’assessore Delli Iaconi (leggi qui) hanno avuto l’effetto della benzina sul fuoco. Italo Leali, direttore artistico del Tuscia in Jazz, non ci sta e ha deciso di informare i giornali di come sono andati tutti i fatti. “Non voglio che altri facciano la mia fine, non vi fidate”, poi l’appello: “Meno cazzate e più cultura”.

Leali, l’assessore però ha ragione: “Niente è dovuto perché non ci sono le carte” …

“Niente è dovuto, avete ragione e avete scoperto che io sono un matto. Ho avuto rapporti con venti amministrazioni comunali diverse e a Viterbo si scopre che sono matto. E’ certo che se c’erano determine e delibere era logico che io non parlavo. Al limite dicevo: quando mi pagate?”.

Questo non risolve il fatto che le carte non ci sono, poi che Delli Iaconi magari abbia commesso qualche errore è un’altra storia. Cosa ha pensato quando ha letto le dichiarazioni dell’assessore?

“Che avrebbe fatto meglio a riconoscere una sua non capacità in quello che fa. Nel 2014 dopo l’edizione di grande successo a Viterbo del Tuscia in Jazz lui mi disse che avremmo sottoscritto una convenzione con il Comune. A settembre ho mandato una bozza, niente. Al 25 di gennaio gli spedisco una lettera dove richiedo patrocinio e utilizzo delle sale per la successiva edizione, poi dice che non ne sapeva niente.

Lo scorso anno a Pasqua chi mi ha dato i permessi per la sala degli Almadiani? Come è possibile dire “noi non sappiamo niente”. Va bene rimetterci 14mila euro ma la verità deve essere detta”.

Ma Delli Iaconi non dice che non sapeva niente ma che non ci sono le carte …

“Questo è il problema ma qualcuno lo ha generato, oppure si deve credere che io sono matto”.

Ci perdoni, Leali, ma come funziona la cultura a Viterbo? Si va a trattativa privata con l’assessore?

“Funziona come in tutti i posti in Italia. C’è un primo contatto, poi si sviluppa tutto il resto. Nel 2014 decisi di spostare il festival da Ronciglione per problemi logistici e di opportunità, mia sorella è capo di gabinetto del sindaco Alessandro Giovagnoli”.

Scusi ma dobbiamo interromperla. Lei è venuto via da Ronciglione perché sua sorella è stretto collaboratore del sindaco? Ma lo sa che nel mondo c’è chi arriva addirittura a mettere in piedi forze civiche per avere un peso nei Palazzi e poi trarne benefici e lei se ne va? Ci perdoni ma lei deve essere davvero pazzo …

(Ride). “Ho preferito venire via perché reputo queste situazioni imbarazzanti. A Ronciglione sono rimasto solo con il Cubo Festival, ma lo facciamo in quattro realtà e presentiamo sempre tutto il bilancio. Comunque tornando alla questione di Viterno, spostai il festival e fui accolto bene e con entusiasmo. Poi la luna di miele è finita e ora oltre al danno economico subito devo fare i conti anche con la beffa dell’offesa personale”.

L’assessore non l’ha offesa, ha semplicemente dichiarato un fatto: non ci sono le carte

“Grazie al ….., se c’erano non stavo a fare casino. Ma se l’assessore arriva in conferenza stampa e ti dice che ci saranno gli stessi soldi dell’anno prima uno cosa deve pensare?”

Facciamo una domanda all’americana. Da chi compreresti una macchina usata: Antonio Delli Iaconi, Leonardo Michelini o dal sindaco di Ficulle?

“Dal sindaco di Ficulle. Sono però contrario all’antipolitica. Io ho lavorato con tanti comuni e ci sono persone serie. Penso a Castiglione, Bagnoregio, Tuscania. Qui a Viterbo le cose sono andate diversamente. Questa è gente neanche eletta che deve avere rispetto per le persone. Se Delli Iaconi fosse rimasto zitto avrebbe fatto più bella figura. Mi parla del bando delle frazioni, perché dovevo farlo se non dovevo fare niente nelle frazioni? Quale era l’idea? Di darmi più soldi per recuperare? Questa cosa mi puzza. Io i bandi li faccio seriamente. Quello della Regione per esempio ci ha visti posizionati al quinto posto quando Caffeina è arrivata 30esima. I bandi li sappiamo fare. Delli Iaconi ha detto tante cavolate”.

Leali è il momento di farla grossa. Chiede le dimissioni dell’assessore?

“Ma che c’è da chiede le dimissioni? I fatti parlano da soli. Io non faccio politica, non l’ho mai fatta. Faccio solo una domanda: ma la parola quanto conta nella vita? Delli Iaconi poteva dirmi che non gli interessava niente del nostro festival e invece a sei giorni dall’inizio, in conferenza, ha detto tante belle cose. La storia non finisce qui, adesso andiamo in fondo.

L’appello che faccio agli altri è non vi fidate, altrimenti fate la fine mia. Meno cazzate e più cultura per Viterbo”.

Decarta racconta la Tuscia