Isole ecologiche da incubo – I “fiorellini” di località Merlano

Isole ecologiche da incubo – I “fiorellini” di località Merlano

Strada Sammartinese, località Merlano. Due passi dall’Ospedale Belcolle, anche meno di due. Impossibile non notare l’isola ecologica perché è in bella vista di fronte all’ingresso, accoglie per prima pazienti e visitatori.

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Strada Sammartinese, località Merlano. Due passi dall’Ospedale Belcolle, anche meno di due. Impossibile non notare l’isola ecologica perché è in bella vista di fronte all’ingresso, accoglie per prima pazienti e visitatori.

Solita storia: cassonetti decentemente vuoti e decentemente spaccati nei punti giusti, pezzi di vetro grossi come muri che giacciono ai piedi del raccoglitore del vetro e qualche lenzuolo/maglietta che penzola dai rovi che sovrastano la zona. Quasi pulito. Quasi.

Il problema questa volta non è l’isola di prossimità in sé, ma tutto quello che c’è intorno. Facendo comunque parte della zona dovrebbe, allo stesso modo, essere pulita, mica sempre per carità (per non chiedere troppo), ma almeno un paio di volte l’anno proprio a essere permissivi.

La primavera è arrivata prima in località Merlano: non fiori, ma immondizia di ogni forma, colore e dimensione. Tutta la zona intorno all’isola ecologica è un fiorire di rifiuti lasciati a marcire da chissà quale genio, sacchetti dell’immondizia colmi di immondizia lasciati a dieci metri dal cassonetto apposito come se scendere dall’auto fosse una delle fatiche di Ercole. Per ogni incivile che lascia immondizia ovunque, c’è anche chi, durante lo svuotamento dei cassonetti, non guarda al di là del naso.

Quella del Merlano non è l’unica isola ecologica della strada Sammartinese. La seconda è dentro il parcheggio del presidio ospedaliero, ben chiusa e delimitata da un cancello impossibile da varcare, ma in fondo non c’è così bisogno di attraversare quel limite. Basta parcheggiare, tirare giù il finestrino e guardare laggiù: stessa
“primavera” trovata in località Merlano.

Decarta racconta la Tuscia