“Io, il presidente della gente. Ascolto e costruzione delle risposte saranno la mia bussola”

“Io, il presidente della gente. Ascolto e costruzione delle risposte saranno la mia bussola”

Pietro Nocchi è il nuovo presidente della Provincia di Viterbo. Il secondo, dopo Mauro Mazzola, dai tempi della riforma Delrio. Non è stato votato dai cittadini ma da sindaci e consiglieri dei sessanta comuni della Tuscia. Nel giorno della sua elezione lo abbiamo intervistato, per capire che idea di Palazzo Gentili ha in mente e le sue prossime mosse. 

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Pietro Nocchi è il nuovo presidente della Provincia di Viterbo. Il secondo, dopo Mauro Mazzola, dai tempi della riforma Delrio. Non è stato votato dai cittadini ma da sindaci e consiglieri dei sessanta comuni della Tuscia. Nel giorno della sua elezione lo abbiamo intervistato, per capire che idea di Palazzo Gentili ha in mente e le sue prossime mosse. 

 

Che presidente immagina di poter essere?

“Spero di essere un presidente che possa rappresentare le persone. Anche se non sono stato votato direttamente dai cittadini il mio sguardo sarà su chi vive in questo territorio. Mi auguro che la Provincia possa essere uno strumento al servizio di tutti. Ci sono competenze importanti da governare, penso per esempio alle scuole. Tema centrale, da affrontare non solo dal punto di vista del mattone ma anche da quello dei contenuti. Immagino una Provincia capace di aprire un dialogo con gli studenti, capace di ascoltare la voce dei ragazzi. Anche e soprattutto di quelli più fragili. Come presidente mi auguro di essere un presidente capace di ascoltare e costruire risposte”.

Eredita una Provincia depotenziata ma con in mano ancora competenze importanti. Cosa metterà al centro?

“Mi trovo oggi alla guida di un ente che doveva essere liquidato e che quindi ha a disposizione poche risorse. Ma le Province oggi, dopo l’esito del referendum, vanno ricostruite. Mi trovo nella condizione di dover ragionare su come ricostruire l’ente e credo che il modo giusto di farlo sia partire dal buon governo e dall’uso attento delle risorse. Richiederemo al Governo i sostegni necessari per fare fronte a competenze importanti come l’Ambiente, per esempio. Credo che sarà necessario fare un altro importante lavoro: rimettere al centro la Provincia. La Provincia come “casa dei Comuni”. Luogo dove i sindaci possano incontrarsi, confrontarsi, trovare sintesi utili al territorio, su temi che stanno a cuore a tutti. Come la Trasversale, l’ambiente stesso e tanti altri. La cosa importante da mettere al centro è proprio uno spazio di incontro e decisione, un coordinamento per la Tuscia”.

Che messaggio lancia ai suoi consiglieri di maggioranza e a quelli di opposizione?

“Ringrazio tutti, a partire da Paolo Equitani. Tutti i candidati in questa competizione di secondo livello con il solo fatto di esserci hanno dimostrato interesse e attaccamento per questa provincia. Hanno dimostrato un senso di responsabilità e si sono messi in gioco”.

Distribuirà le deleghe? Come intende procedere?

“Faremo in modo che i consiglieri avranno le deleghe. E’ opportuno farlo, dal mio punto di vista, perché il lavoro da fare è tanto ed è importante distribuirlo per portarlo avanti al meglio”.