Intervista allo Zecchiere viterbese: “La parte medioevale della città dovrebbe vivere sempre e non solo a Natale”

Intervista allo Zecchiere viterbese: “La parte medioevale della città dovrebbe vivere sempre e non solo a Natale”

Viaggio al Caffeina Christmas Village, alla ricerca dei protagonisti di questo Natale per intervistarli. Oggi abbiamo fatto tappa dallo Zecchiere, che si è aperto a una riflessione larga sulla città di Viterbo.

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Viaggio al Caffeina Christmas Village, alla ricerca dei protagonisti di questo Natale per intervistarli. Oggi abbiamo fatto tappa dallo Zecchiere, che si è aperto a una riflessione larga sulla città di Viterbo.

 

Benvenuto al Christmast Village! La sua zecca a Viterbo le sembra in un posto sicuro?

“Assolutamente sì! E’ in un quartiere medievale, protetta da una solida cinta muraria. Si trova in un luogo perfetto per una zecca”.

Qual è la prima cosa che ha visto arrivando in città?

“Ho visto una cosa bellissima, la Fontana di Pianoscarano. La mia prima occhiata a Viterbo è stata nel quartiere più suggestivo”.

Vede Viterbo un buon luogo per coniare e far circolare nuove monete?

“Viterbo è un buon luogo per fare qualsiasi cosa qualora ci sia la volontà d’intento, c’è la bontà e la cultura adatta per poter percepire il buono, il bello. Come è stato nel Rinascimento”.

Dove investirebbe?

“Investirei nella bellezza del luogo, nei suoi punti più belli e densi di cultura, nei luoghi che rendono questa città indimenticabile”.

C’è stato qualche losco figuro che si è aggirato intorno alla sua zecca in questo periodo?

“Loschi figuri si aggirano ovunque, non solo intorno alla mia zecca. La zecca produce moneta e da sempre è un’operazione molto importante: come nell’antichità produrre moneta autentica è un discorso, ma c’è anche chi la produce falsa e infatti le persone vanno qualificate esattamente come le monete”.

Qualche personaggio viterbese ha cercato un contatto con lei per farsi prestare monete d’oro?

“Assolutamente no. Però c’è chi ha cercato e cerca in qualche modo di appropriarsi di cose che non ha, di cose che non conosce per il vile denaro e per arricchirsi, di portare giovamento solo alle sue tasche”.

A chi proprio non presterebbe neanche mezzo scellino?

“Lo scellino non è una moneta adatta a noi, semmai un viterbino. La moneta, come facevano gli inglesi, andava tagliata non per valore nominale ma per valore intrinseco, per la bontà del metallo e proprio in nome di questa bontà, non lo darei neanche metà a tutti quelli che non hanno voglia di fare, a tutti quelli che purtroppo indossano maschere per essere quello che non sono realmente, a tutti quelli che salgono sulla cattedra per insegnare quando
hanno molto da imparare”.

Investirebbe nel Christmas Village nei prossimi anni?

“Ho sposato questo evento con una stretta di mano già dallo scorso anno e con maggiore attenzione tornerei e tornerò ancora sicuramente. Il mio intento è nel portare avanti un discorso storico, culturale e anche ludico laddove arrivano persone con sensibilità e con la capacità di poter capire questi discorsi. Vanno curati i dettagli e va preservata la ricercatezza di questi eventi, va curato ogni minimo dettaglio per vincere sempre il confronto con paesi limitrofi che hanno creato zecche inesistenti, battono moneta inesistente e soprattutto non hanno la valenza culturale che ha Viterbo sia adesso che nella storia passata. A volte, ho la sensazione che questa città sia rimasta alla diatriba tra guelfi e ghibellini, ferma sulle proprie posizioni e invece serve molto altro, serve la cura e il rispetto
delle cose che si hanno”.

Viaggio al Caffeina Christmas Village, alla ricerca dei protagonisti di questo Natale per intervistarli. Così siamo andati nel Mondo Magico dove abbiamo potuto incontrare il re degli elfi. 

Mi sembra di capire che adesso non è più lo Zecchiere personaggio che parla, ma è lo zecchiere persona che si rivolge alla sua visione di Viterbo, sbaglio?

“Sì, io posso parlare secondo la mia visione delle cose. Ho la sensazione che ci sia un “disturbo” nel sapere che Viterbo è conosciuta e amata anche fuori dalle nostre mura. I collegamenti non funzionano, la ferrovia è degna di nota, la strada che porta in città è costellata di apparecchi per la velocità che non rendono il viaggio verso Viterbo rilassante, un deterrente ulteriore al turismo di questa città, mancano solo cavalli di Frisia, campi minati o qualche buca in più casomai le trovassero poche. Nessuno di noi è perfetto per carità, però serve ancora molto altro a questo luogo. Non posso non citare la Macchina di Santa Rosa posta a Piazza del Teatro: mi sembra poco riguardoso esporla in una piazza fuori dal suo contesto naturale durante una festività che non riguarda Santa Rosa.

E’ una mia opinione personale però sento che queste cose vanno dette per il bene di questa meravigliosa città. Parla la mia devozione per Santa Rosa, parla il personaggio che fa parte da anni del Corteo Storico di Santa Rosa che non vuole essere troppo serioso, ma solo obiettivo e devoto alla Santa che tutti qui amiamo. Purtroppo mi sento di dire che è una strumentalizzazione e trovo che sia devastante per l’immagine della città, non credo all’opera di riqualificazione di quella parte di Viterbo attraverso la Macchina di Santa Rosa. Il Christmast Village nasce nella parte medievale della città che dovrebbe vivere sempre, non solo a Natale e a Viterbo non mancano i mezzi per poterlo fare tutto l’anno, allo stesso modo quella parte di Viterbo che non è toccata da questo evento può vivere di
altre cose senza andare a “disturbare” Santa Rosa cambiandone il senso. Con al giusta sinergia di forze tutto è possibile “l’unione fa la forza” diceva qualcuno. Viterbo è un posto meraviglioso, vivere in centro è meraviglioso, dove la sua storia insegna, o dovrebbe insegnare: le varie parti della città sono in lite tra loro e questo è il vero male di questo posto. Ho sempre pensato che la cosa migliore è raccogliere i cocci, restaurare, rincollare e riportare all’antico splendore per poterne goderne tutti, a rompere si fa sempre in tempo, il coraggio è costruire, mettersi in pista e ripartire per competere e rendere ancora più bella questa nostra città”.

In questi giorni, sia da personaggio che da viterbese, come sta respirando l’aria di questa città?

“Io respiro ogni giorno l’aria di questa città, in ogni angolo, in ogni pietra e in ogni vicolo ma ci sono persone che non sono nate qui, arrivano da lontano, non hanno vissuto queste strade e pretendono di mettere il naso e la bocca in cose che solo parzialmente conoscono. Mi sembra un po’ sospetta questa cosa”.

Tornerà da queste parti, con o senza zecca, il prossimo anno?

“Tornerò sicuramente perché questo luogo è il luogo del mio cuore e il 2018 sarà un anno pieno di cose importanti da fare”.