Sergio Insogna (Oltre le mura): “Dove ho messo il premio Faul? Nella bacheca dell’arroganza”

Sergio Insogna (Oltre le mura): “Dove ho messo il premio Faul? Nella bacheca dell’arroganza”

In tutta questa storia di attriti tra Sodalizio e Comune di Viterbo c'è qualcosa che non quadra per Sergio Insogna: "Non capisco questo diverso trattamento riservato all'amministrazione Michelini e a quella Marini".

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insogna consiglioLa questione dei cattivi rapporti tra Sodalizio e Comune di Viterbo è uno dei temi più caldi dell’agenda cittadina. Nei giorni scorsi i facchini hanno riconsegnato il premio Faul, che gli era stato conferito dal delegato allo Sport Sergio Insogna lo scorso tre settembre. Abbiamo intervistato propria Insogna, per capire come l’ha presa.

Dove ha messo il premio Faul riconsegnato dai facchini?

“L’ho messo nella bacheca dell’arroganza. La riconsegna è stato un gesto che non c’entra lo sport. Il premio era stato dato per omaggiare l’impegno sportivo e sociale, negli anni, del Sodalizio. Non c’entrava nulla con la Macchina di Santa Rosa e le vicende del bando. E’ un premio che stiamo dando alle eccellenze della città, averlo restituito è un atto di scortesia nei confronti di chi in maniera sincera e convinta aveva dato questo premio al Sodalizio, anche in memoria dei facchini che non ci sono più. Quelli non più presenti nella formazione, ma anche quelli scomparsi. Era una sorta di pensiero affettuoso”.

Al Sodalizio non sono piaciute le parole di alcuni consiglieri, neanche quelle di Sergio Insogna. Cosa ha detto?

“Credo mi venga contestato un passaggio dove stavamo parlando di giuria popolare, in commissione. Qualcuno ha detto che ci dovevano stare anche i facchini e io ho risposto che a maggior ragione ci devono stare i cittadini, che pagano la Macchina di Santa Rosa. E’ stato un commento laconico ed è a verbale. Non ho fatto altri commenti. La storia ci insegna che il sindaco che ha estromesso i facchini non è Michelini bensì Marini. Questo fatto sei anni fa è passato inosservato e non ha generato polemica. Michelini non ha fatto altro che fare quello che aveva fatto Marini ed è stato oggetto di grossa polemica e putiferio. Credo ci sia qualcosa che non funziona in quanto accaduto in questi giorni”.

Perché è successo?

“Rimango stupito. Nel 2008 c’ero e fu chiesto perché Marini avesse estromesso i facchini e ci venne risposto che così era previsto dalla legge. Noi accettammo la decisione senza polemiche, quest’anno è stata strumentalizzata la faccenda. La gente è stata convinta che questa sia una decisione di Michelini, ma la legge prevede questo. La legge dice che la commissione deve essere formata da tecnici. L’ha applicata Marini, l’ha applicata Michelini. Perché fare due pesi e due misure”.

Le dispiace di quanto sta accadendo?

“Sì, ho molti amici tra i facchini. Stimo il presidente, stimo il capofacchino. Il premio Faul gli era stato consegnato per rendere omaggio alla presenza importante sulla città e questa risposta sopra le righe non me l’aspettavo. Mi aspettavo lo stesso trattamento riservato a Marini, evidentemente qualcosa non quadra”.

C’era stata una promessa di farli entrare in commissione, perché?

“Non lo so. La minoranza può fare emendamenti strumentali, ma il loro ingresso in commissione era contro la legge”.

Può essere che vi siete incartati?

“Può essere, a volte le cose sono gestite male. Sulla stessa cosa però sei anni fa fu tutto ok, adesso c’è un attacco politico. La storia è questa. Sei anni fa i facchini non scrissero una lettera con scritto che se non erano in commissione rompevano con il Comune. Evidentemente c’è animosità verso questa amministrazione”.

Come se ne esce?

“Col buonsenso. Ho letto la cosa del Museo. Nel 2011 i facchini reclamarono contro l’amministrazione perché il Comune non pagava, ma non chiusero. C’è qualcosa che non funziona. Non è che uno pensa male, ma forse il buon Andreotti aveva ragione. Ci sono stati due pesi e due misure tra amministrazione Marini e Michelini”.

Che pensa del Sodalizio?

“Mantengo lo stesso affetto e la stessa stima verso il Sodalizio. Non cambia nulla, credo però che sia stata fatta un’azione sui sentito dire. Impostata sugli emendamenti strumentali presentati dalla minoranza. La legge prevede i professionisti in commissione, poi se questi possono essere espressione di Sodalizio e Curia è un altro discorso”.

Si poteva prendere un’altra strada?

“Il sindaco vedrà. Mi dispiace della riconsegna del premio Faul. E’ stato un gesto di animosità e ne prendo atto”.

Ma se continua così cosa dobbiamo aspettarci per il 3 settembre?

“Credo che per fare la pace occorra essere in due”.