Infiltrazioni mafiose: “In Regione credo non immaginassero fossimo così colpiti da queste vicende”

Infiltrazioni mafiose: “In Regione credo non immaginassero fossimo così colpiti da queste vicende”

L’audizione di “Cento passi per” in Commissione regionale è infatti solo il primo timido passo che l’ente laziale prova a fare per cercare, intanto, di vederci chiaro sulle infiltrazioni mafiose a Viterbo.

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La Regione Lazio prova a far luce sulle infiltrazioni mafiose nel viterbese, ma c’è tanto da fare. L’audizione di “Cento passi per” in Commissione regionale è infatti solo il primo timido passo che l’ente laziale prova a fare per cercare, intanto, di vederci chiaro sulle infiltrazioni mafiose a Viterbo. Cinalli ha parlato della vicenda di Graffignano riportata alla luce in questi giorni da SkyTg24, delle cave, di Viterbo Ambiente e dei tanti beni confiscati alla mafia nel 2015 (leggi qui). “Credo – ha detto Umberto Cinalli dopo l’incontro in Commissione – che non si immaginassero che Viterbo e la provincia fossero così colpiti da queste vicende”.

Quanto a Graffignano, Cinalli si è fatto promotore di una proposta di realizzare un fondo per sostenere i Comuni nella cosiddetta “caratterizzazione”. Un passo che, nel comune della Tuscia, dovrebbe compiere il privato, ma che non fa e che dunque dovrebbe essere il Comune a fare. Un passo fondamentale per arrivare alla messa in sicurezza.

Di fatto la Regione potrebbe farsi carico dei costi di caratterizzazione anticipandoli ai Comuni e poi rivalendosi sui privati. Il fondo permetterebbe l’avvio delle procedure di bonifica dei territori. “Abbiamo ricevuto – ha spiegato Cinalli – una risposta interlocutoria. La proposta diventerà però pubblica. La presenteremo”.

Ha partecipato all’audizione anche il referente di Libera Lazio Fabrizio Marras che ha sottolineato come negli ultimi anni si sia tornato a parlare di infiltrazioni mafiose nello smaltimento dei rifiuti non solo nelle province di Frosinone e Latina, ma anche a Viterbo. Un fatto nuovo, decisamente preoccupante.