Incontro con il Funambolo – Andrea Loreni, l’uomo che trova strade dove altri vedono il vuoto

Incontro con il Funambolo – Andrea Loreni, l’uomo che trova strade dove altri vedono il vuoto

 Ha sfidato altezze di 160 metri, sospeso tra i monti, e ha stupito il pubblico di Vasco Rossi nel tour LIVEKOM011. C'è una strada anche dove gli altri non la vedono. Di questo racconta un funambolo. Il 19 giugno a Bagnoregio arriva Andrea Loreni. Attraverserà il vuoto sulle teste del pubblico raccolto in piazza Cavour per la giornata di apertura di Civita Cinema. Un omaggio a Federico Fellini e al film premio Oscar La Strada. Abbiamo intervistato il Funambolo, per capire qualcosa in più su questo momento di forte emozione che sta per arrivare.

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C’è una strada anche dove gli altri non la vedono. Di questo racconta un funambolo. Il 19 giugno a Bagnoregio arriva Andrea Loreni. Attraverserà il vuoto sulle teste del pubblico raccolto in piazza Cavour per la giornata di apertura di Civita Cinema. Un omaggio a Federico Fellini e al film premio Oscar La Strada. Abbiamo intervistato il Funambolo, per capire qualcosa in più su questo momento di forte emozione che sta per arrivare.

Cosa si vive lassù, sospeso sul cavo?

“Cosa si vive? … I sentimenti più forti. C’è la paura, sempre presente, e la forte solitudine. In quel momento conti solo su te stesso, anche se per arrivare lassù c’è il lavoro di un’intera squadra. Poi però sta a me. Se volete sapere cosa mi accade posso raccontarlo così: il superamento di me stesso e vivo l’accesso a forze che vanno necessariamente oltre al mio piccolo io.

Quando sono sospeso sul cavo entro in contatto con il vuoto. Nello stesso momento si incontrano la parte critica e la soluzione e vivo un forte senso di libertà. Libertà che arriva quando supero la paura e la solitudine ed entro in contatto con il vuoto”.

A che altezza si realizzano le sue traversate? Ci può fare un elenco dalla più alta alla “minore”?

“La più alta per me è stata tra i picchi montani di Rocca Sbarua, vicino Pinerolo, a 160 metri. La più grande, per un mix di fattori, nel cielo di Pennabilli: 250 metri di lunghezza, ad un’altezza di 90 metri da terra. Poi tante altre … Ma al di là dei numeri quelle che ho più sentito, che maggiormente porto in qualche modo dentro sono la prima: nel 2006 sul Po, vicino Chivasso. Una nuova prima l’ho poi vissuta a Pennabilli, perché ha rappresentato un’evoluzione importante sul piano tecnico”.

Cosa è il funambolismo per l’uomo? Cosa è per Andrea Loreni?

“E’ una ricerca. Una sorta di situazione e luogo dove uno si mette in crisi per scoprirsi autenticamente. Alla fine ti rendi conto di una cosa importante, tanto elementare quanto sofisticata: l’equilibro sul cavo arriva grazie alla gestione del disequilibrio. Se ci pensate bene la stessa cosa ci accade nella vita.

Se siamo concentrati, sul cavo è necessario, riusciamo a vivere, a sentire davvero, questo equilibrio. Questo è il funambolismo per me. Per l’uomo in generale è ancora questa stessa cosa. E’ il mettersi alla ricerca del proprio essere più autentico. E’ una cosa molto importante: cercare una strada anche dove non te l’aspetti. E’ invitare a sorprendersi delle cose”.

Che messaggio intende dare con le sue esibizioni?

“Invitare ognuno a cercare la propria strada, mettendosi a rischio. Il messaggio che lancio ogni volta è che siamo, ogni essere umano lo è, molto più di quello che crediamo. Se osiamo, se siamo disposti a metterci in gioco e a perdere”.

Chi vorrebbe portare tanto sul filo con lei?

“L’artista Marina Abramovic. Solo lei e il mio grande sogno sarebbe portare mia moglie e mia figlia. Mi piacerebbe provassero una grande altezza, fino a oggi hanno camminato sul cavo basso”.

A Bagnoregio, per Civita Cinema, farà rivivere le emozioni del film La Strada di Fellini. Come ha accolto questa richiesta?

“Mi hanno chiamato per l’apertura di Civita Cinema, per un omaggio al grande Federico Fellini. Sarà bello ripetere davvero l’emozione della scena del film dove il funambolo attraversa l’aria sopra piazza Cavour. Una scena che farà vibrare belle emozioni tra il pubblico. Perché un conto è vedere la scena su schermo e altra essere lì. La stessa differenza che passa nella musica tra ascoltare una canzone in cd o viverla al concerto. La sfida bagnorese mi emoziona molto, ha messo in circolo nel mio pensiero nuovi significati. Vedremo cosa mi passerà per la mente, cosa proverò, quando sarò lì”.

Come si sta preparando?

“Un lungo lavoro tecnico, con attenzione massima alla parte artistica. Mi sto preparando fisicamente e con la meditazione. La meditazione mi aiuta ad arrivare al momento con la mente vergine. E’ importante per essere pienamente nel momento, quando entri in contatto col vuoto”.