Inceneritore, ‘Rifiuti Zero’: “Lo ‘Sblocca Italia’ dà il via libera. La politica locale parli chiaro”

Inceneritore, ‘Rifiuti Zero’: “Lo ‘Sblocca Italia’ dà il via libera. La politica locale parli chiaro”

Sulla delicata questione dell'inceneritore interviene, a commento di un articolo di questo giornale, 'Zero Waste Viterbo'. Racconta del pallino di alcuni nostri amministratori di chiudere a Viterbo il ciclo dei rifiuti, il che significa inceneritore.

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inceneritoreInceneritore nella Tuscia, interviene ‘Zero Waste Viterbo’. Lo fa con un commento a un articolo de La Fune dei giorni scorsi.

 RIFIUTI, SULLA TUSCIA LO SPETTRO DELL’INCENERITORE

“Mesi fa, a un’assemblea alla presenza dei referenti regionali, tra cui l’assessore Civita, si affrontava la tematica dell’arrivo dei rifiuti romani all’impianto di Casale Bussi – scrive Zero Waste Viterbo -. In quell’occasione sia il sindaco Leonardo Michelini, che il vicesindaco Luisa Ciambella, dichiararono e chiesero che la cosiddetta “chiusura del ciclo dei rifiuti” venisse applicata a Viterbo.

La contraddizione era dire no all’arrivo dei rifiuti e chiedere poi la chiusura del ciclo. Un inceneritore per funzionare ha bisogno di un certo quantitativo di rifiuti, altrimenti non sarebbe economico. E questo spiega il perché dove la differenziata funziona, anche all’estero, questi impianti cercano di avere rifiuti da altre regioni o nazioni. Contrastare quindi il conferimento dei rifiuti da altri paesi delle provincie vicine nei nostri impianti, eviterebbe davvero l’eventualità di un inceneritore. Ma la domanda che si pone è: dove li mettiamo allora i rifiuti?

La vera politica a cui si dovrebbe puntare è far differenziare i rifiuti su tutti i comuni e che gli impianti esistenti siano convertiti a ricevere quella parte residuale derivante dalla raccolta differenziata, da cui, tramite la lavorazione, si otterrebbero altri materiali, sopratutto edili.

Nello ‘Sblocca italia’ il via libera all’incenerimento è evidente. Anche se la regione, in quell’occasione, ha negato ogni possibilità per la costruzione e autorizzazione di un inceneritore, con lo ‘Sblocca Italia’ le cose cambiano.

Siamo però fiduciosi che in una provincia dove 38 comuni su 60 ( non abbiamo dati aggiornati, quindi potrebbero essere molti di più) hanno già iniziato il percorso del porta a porta ottenendo buoni risultati, ci si proponga di fare tutte le iniziative possibile a buttar via questo temibile spettro. La politica può e deve farlo”.