In Parlamento scocca l’ora del riscatto del Termalismo, Viterbo saprà cogliere il vento buono?

In Parlamento scocca l’ora del riscatto del Termalismo, Viterbo saprà cogliere il vento buono?

Termalismo viterbese, buone nuove dal Parlamento. Balla infatti una proposta di legge, presentata dall’intergruppo parlamentare “Amici del termalismo”, molto interessante.

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Termalismo viterbese, buone nuove dal Parlamento. Balla infatti una proposta di legge, presentata dall’intergruppo parlamentare “Amici del termalismo”, molto interessante.

Punta a sostenere la riqualificazione del settore attraverso l’istituzione di un fondo con una dotazione annua di 20 milioni di euro. Nel dettaglio la proposta di legge prevede nuovi modelli di assistenza (con una dotazione aggiuntiva di 3 milioni di euro), dismissione del patrimonio termale pubblico per attivare virtuose politiche di privatizzazione, obiettivo per il quale sono destinati altri 15 milioni di euro e l’istituzione di un credito d’imposta per favorire la riqualificazione delle strutture, con un sostegno di 10 milioni di euro.
Saprà, se l’operazione dovesse andare in porto, il Comune di Viterbo cogliere le occasioni che si andranno a determinare? La questione è attenzionata dal competente assessorato guidato da Antonio Delli Iaconi?
Con La Fune abbiamo deciso di mettere al centro dell’attenzione questo tema, nella speranza di aprire occhi e orecchie a chi di dovere.

A conti fatti si tratta di un investimento complessivo di 48 milioni di euro per il prossimo triennio. Il primo firmatario della proposta di legge, l’on. Edoardo Fanucci, ha evidenziato come “Le terme non sono solo benessere e svago ma anche un elemento fondamentale nel sistema sanitario nazionale con i principi della prevenzione, cura e riabilitazione. Un comparto che annovera 368 stabilimenti distribuiti in 20 regioni, con oltre 60mila addetti e con un fatturato di 1,5 miliardi di euro, deve poter contare su un concreto sostegno istituzionale e un adeguato quadro normativo che ne prospetti uno strategico sviluppo”.

Soddisfazione espressa dal presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, che ha annotato: “Si creano finalmente le premesse per sfruttare appieno le potenzialità della nostra offerta termale che può già contare su infrastrutture ricettive e di servizi altamente competitivi ed è per questo che diventerà essenziale poter avvalersi dell’azione dell’Enit, poiché, grazie a una normativa che consente ai pazienti-turisti europei di scegliere le terme in un qualsiasi paese dell’Unione Europea, dovremo compiere una capillare promozione della nostra offerta nei mercati limitrofi”.

Sulla valenza della nuova normativa, che ha già raccolto le firme di 70 senatori, si sono poi soffermati il senatore Giorgio Pagliari e l’onorevole Vanessa Camani che hanno enfatizzato l’importanza di una legge che può realmente risolvere la crisi del comparto, stimolare investimenti privati col tax credit e imporsi sulla ribalta internazionale con un’offerta per il cosiddetto fenomeno del turismo sanitario, di alto profilo.

L’ora del riscatto dell’importante settore scoccherà anche nella Tuscia o resteremo, come spesso accade, a guardare?

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