In Consiglio si torna a discutere del canile, dopo il battibecco a distanza Comune-Regione

In Consiglio si torna a discutere del canile, dopo il battibecco a distanza Comune-Regione

La seduta sarà in parte dedicata alle interrogazioni, che dovevano essere esposte già la scorsa settimana, durante la seduta poi chiusa per il mancato funzionamento del sistema di registrazione della seduta e dei microfoni.

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Dopo il flop della scorsa settimana, torna il Consiglio comunale per parlare del Canile comunale. Microfoni e sistema di registrazione permettendo. La seduta, che apre alle 15.30 giovedì 26, sarà in parte dedicata alle interrogazioni, che dovevano essere esposte già la scorsa settimana, durante la seduta poi chiusa per il mancato funzionamento del sistema di registrazione della seduta e dei microfoni.

Il nodo è quello del canile, nodo per il quale si è innescata una polemica in città anche a seguito dell’intervento pubblico del vicesindaco Luisa Ciambella e delle dichiarazioni della maggioranza che hanno puntato il dito contro la Regione a causa della mancata partecipazione della stessa alla Conferenza dei servizi convocata per parlare proprio del canile.

Atteggiamento che ha fatto storcere il naso al consigliere regionale Enrico Panunzi che ha chiarito il motivo dell’assenza dell’ente. “La Conferenza dei servizi è un istituto giuridico che prevede un iter procedurale rituale e ben preciso. Infatti la Direzione territorio, urbanistica e mobilità ha risposto lo scorso 23 dicembre richiedendo gli atti tecnico-progettuali non inviati e previsti appunto dalla legge 241, in assenza dei quali è impossibile ed illegale pronunciarsi. Ecco quindi il motivo, del tutto giuridico, della mancata partecipazione della Regione”.

Quanto alla posizione della regione sulla trasformazione del canile il parco canile, Panunzi aggiunge: “La legge regionale non prevede il parco canile, ma nemmeno lo vieta. È il Comune di Viterbo che deve decidere il da farsi: per quanto riguarda la Regione c’è la più completa disponibilità”.

In Consiglio se ne dibatterà anche se il primo passo sembra essere quello del ripristino della delibera del 2013, con la quale si indicava la struttura di Bagnaia come quella su cui lavorare e non più la zona di Pratoleva dove realizzare un nuovo canile, come indicato da una nuova delibera nel 2015.

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