In arrivo la manifestazione di Vita Autonoma: sono da sei mesi senza assegno

In arrivo la manifestazione di Vita Autonoma: sono da sei mesi senza assegno

Dopo 40 anni la Regione Lazio insieme all’Asl di Viterbo hanno stoppato l’assegno terapeutico che ha permesso loro di avere una vita autonoma, fuori dall’istituto dove erano ricoverati in quanto disabili al 100%, alcuni abbandonati dalle famiglie di origine.

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Vita Autonoma verso il sit-in in piazza del Comune per spronare Michelini e i suoi ad interessarsi del dramma che i propri associati stanno vivendo. Dopo 40 anni la Regione Lazio insieme all’Asl di Viterbo hanno infatti stoppato l’assegno terapeutico che ha permesso loro di avere una vita autonoma, fuori dall’istituto dove erano ricoverati in quanto disabili al 100%, alcuni abbandonati dalle famiglie di origine.

A maggio la doccia fredda con il taglio dell’assegno considerato dai palazzi del potere eccessivo e discriminatorio verso chi non lo riceveva. Fatto sta che da allora alcuni dei 25 disabili sono stati ricoverati anche in ospedale per denutrizione. Per molti di loro i 700€ di assegno erano l’unica entrata, oltre alla misera di poche centinaia di euro per pensione di invalidità e accompagnamento.

Nel frattempo la Regione, grazie al lavoro di Daniele Sabatini, ha approvato l’istituzione di un fondo dal quale attingere fondi per sostenere chi è uscito da programmi di de-istituzionalizzazione. Una perifrasi per dire che la Regione sosterrà i disabili di Vita Autonoma. Si è però rimasti fermi ad agosto e al voto in aula non si è dato il seguito con il regolamento attuativo. Mancano 11 giorni alla scadenza entro la quale la Regione, per legge, dovrà scriverlo e approvarlo. Però ancora non si vedono chiari di luna all’orizzonte.

Tutto ciò è accaduto nel silenzio più totale del Comune di Viterbo, che si è trincerato dietro al fatto che non sia propria competenza. Vane le richieste di far pressione sulla Regione per difendere la salute e la dignità dei 21 viterbesi dei 25 in totale. Per questo motivo i disabili hanno deciso di manifestare la propria frustrazione e la propria rabbia in piazza del Comune. Inizialmente il sit-in doveva svolgersi il 3 ottobre, ma si è deciso di rinviarlo di qualche giorno. Questo però non cambia nulla e le motivazioni rimangono più forti che mai.

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