In Afghanistan in cerca di talebani ed ex terroristi: il viaggio del reporter viterbese Emiliano Corbianco

In Afghanistan in cerca di talebani ed ex terroristi: il viaggio del reporter viterbese Emiliano Corbianco

Dieci giorni tra carceri, strade e l’Afghanistan controllato dai militari italiani raccontato in alcuni servizi andati in onda su SkyTg24: “È stata una esperienza incredibile, anche se non la più difficile”.

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Da Montefiascone ad Herat, in Afghanistan, per intervistare talebani ed ex terroristi: il viaggio del reporter Emiliano Corbianco. Dieci giorni tra carceri, strade e l’Afghanistan controllato dai militari italiani raccontato in alcuni servizi andati in onda su SkyTg24: “È stata una esperienza incredibile, anche se non la più difficile”. Il giovane montefiasconese è partito, grazie alla società Preset di Roma con la quale lavora, a fine agosto insieme alla giornalista di Sky Simona Vasta ed è rimasto per dieci giorni in quello che è considerato uno dei paesi più pericolosi al mondo, liberato dal controllo dei talebani, ma luogo che vive una grave instabilità politica ed è oggetto ancora di molti attentati terroristici.

La permanenza del viterbese e della giornalista Vasta si è concentrata nell’area a ovest del paese, nei pressi di Herat, nelle zone presidiate dalle truppe militari italiane. Lì c’è una grande caserma, chiamata Camp Arena, dove hanno alloggiato. “Abbiamo fatto dei servizi sul lavoro di formazione che si fa con la polizia afgana. Poi abbiamo fatto anche altro, ad esempio siamo arrivati nelle carceri sia maschili che femminili”. Simona Vasta ed Emiliano Corbianco hanno raccontato tra le altre cose la tragedia di molte giovani donne, che rimangono in carcere per sfuggire alle persecuzioni delle famiglie di origine che le hanno rinnegate.

Un lavoro incredibile che ha portato i due ad incontrare anche ex terroristi e talebani, “anche se all’interno del carcere non parlavano molto perché sono molto controllati”. Un lavoro che si è esteso dentro i quartieri vicini, un lavoro che ribalta anche alcuni cliché. “L’idea di girare l’Afghanistan è spaventosa, poi quando vedi le famiglie che fanno le passeggiate o i ragazzini che portano le pecore a pascolare, capisci che c’è molto da scoprire. È un posto affascinante, non mette paura”.

La sicurezza infatti è stata uno dei cardini del viaggio in Afghanistan. “Abbiamo visto ostilità nei nostri confronti, ci hanno anche preso a sassate, ma non mi sono mai sentito in pericolo. Siamo stati scortati, giravamo con del personale armato e avevo con me quello che chiamano l’angelo custode: un militare che non mi lasciava un attimo da solo”. Non si tratta del primo viaggio come reporter per Emiliano Corbianco. A giugno, ad esempio, è partito per la Turchia in seguito al fallito tentativo di colpo di Stato e nei giorni scorsi è stato a Norcia, proprio nelle ore successive al terremoto, per raccontare a caldo ciò che è accaduto. “Anche quelli sono stati viaggi difficili” perchè a volte si può aver paura anche a pochi chilometri da casa.

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