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Imprese di autotrasporto, De Simone (Confartigianato): “Le agevolazioni fiscali 2018 sono una presa in giro”

Imprese di autotrasporto, De Simone (Confartigianato): “Le agevolazioni fiscali 2018 sono una presa in giro”

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Nella giornata di martedì è stato pubblicato il comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze con gli importi relativi alle agevolazioni fiscali 2018 per gli autotrasportatori e il conseguente comunicato dell’agenzia delle entrate con le indicazioni operative per compilare la dichiarazione dei redditi.

Di seguito gli importi delle misure agevolative a favore degli autotrasportatori per il 2018.

Deduzioni forfetarie. Per ciascun trasporto effettuato personalmente dall’imprenditore oltre il comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del Tuir), per il periodo d’imposta 2017, nella misura di 38,00 euro. La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

Recupero del contributo al Ssn. Le imprese di autotrasporto merci (conto terzi e conto proprio) possono recuperare nel 2018 fino a un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2017 come contributo al Servizio sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate. Anche quest’anno, per la compensazione in F24, si utilizza il codice tributo 6793.

“Esprimiamo totale insoddisfazione per l’ennesima presa in giro a danno delle piccole imprese dell’autotrasporto che, a causa degli importi stabiliti per le deduzioni, subiranno in media una perdita di 2.500 euro. Dopo tanto attendere la montagna ha partorito il topolino – commenta il direttore di Confartigianato Andrea De Simone -. 
Il Governo che si vanta di essere paladino delle pmi non ha nemmeno avviato il dialogo con la categoria, e ha decurtato drasticamente gli importi attesi della misura. Ora le imprese in contabilità semplificata sono costrette a dover pagare maggiori tasse sui redditi dell’anno precedente e dopo il danno anche la beffa dovranno pagare la maggiorazione dello 0,40% degli interessi di mora in quanto la scadenza delle imposte era lo scorso 2 luglio”.

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