Immigrati, Casapound: “L’accoglienza diffusa non risolve il problema”

Immigrati, Casapound: “L’accoglienza diffusa non risolve il problema”

Il tema caldo dei migranti alimenta un fiorire di interventi, soprattutto da movimenti e partiti politici contrari alle politiche di accoglienza.

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Il tema caldo dei migranti alimenta un fiorire di interventi, soprattutto da movimenti e partiti politici contrari alle politiche di accoglienza.

Sull’argomento è intervenuto con una nota anche Casapound: “In questi giorni si parla molto del piano di smistamento dei “migranti”, di comune accordo tra il ministero dell’ interno e l’Anci, che prevede la distribuzione su tutto il territorio nazionale di 3 immigrati ogni 1000 abitanti.

La cosiddetta accoglienza diffusa, come se questa fosse la soluzione del problema. Ma dovrebbero precisare che 150.000 (numero degli immigrati da spalmare) è un numero fittizio, in realtà è solo una parte degli sbarcati in Italia in questi anni ed il quale contempla esclusivamente quelle persone registrate attualmente nel sistema d’ accoglienza, NON coloro che ne sono usciti e che ne usciranno (sia volontariamente, in quanto i centri d’ accoglienza non sono carceri ed ognuno volendo può far perdere le proprie tracce, sia tutti coloro a cui non viene riconosciuto alcun tipo di protezione internazionale, ossìa il 63 % dei richiedenti asilo).

Questi, di fatto, tranne che in pochissimi casi, non vengono realmente espulsi ma continuano a vagare da clandestini in territorio nazionale ed europeo (I vari accampati di Ventimiglia, Milano, Calais etc ne sono esempi plastici). Tra l’ altro non si tiene conto degli sbarchi continui che non tendono a placarsi e del fatto che sono gli stessi immigrati, spesso, a non voler alloggiare in luoghi piccoli e periferici, dando vita a proteste, ma che cercano di spostarsi verso i grandi centri o verso nord per poi tentare di attraversare le frontiere, oramai sempre più chiuse.

Un ennesimo palliativo, con cui si vuol dare un contentino alla cittadinanza non a conoscenza dei dati reali, destinato a naufragare e che non va a sfiorare minimamente quelli che sono i veri capisaldi della risoluzione del problema. Il rimpatrio fattivo, non solo sulla carta, dei clandestini, lo smantellamento delle organizzazioni criminali dedite alla tratta in Libia ed altrove, aiuti economici ai paesi africani interessati dal fenomeno”.

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