Il vento d’ottobre paralizza la politica, rischio domino a tutti i livelli

Il vento d’ottobre paralizza la politica, rischio domino a tutti i livelli

Legge elettorale a breve, voto a fine ottobre e un effetto domino a tutti i livelli nella Tuscia: dalle politiche al comune capoluogo, passando naturalmente per la Regione Lazio. E' questo lo scenario più gettonato in queste ore negli ambienti che masticano la politica.

ADimensione Font+- Stampa

Legge elettorale a breve, voto a fine ottobre e un effetto domino a tutti i livelli nella Tuscia: dalle politiche al comune capoluogo, passando naturalmente per la Regione Lazio. E’ questo lo scenario più gettonato in queste ore negli ambienti che masticano la politica. 

Ieri l’incontro flash tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Sembra esserci l’intesa di tutti, tranne Alfano, sul sistema tedesco. E se si arrivasse a decidere davvero il nuovo schema di gioco per il rinnovo del Parlamento sembra scontato che Renzi giochi la carta del voto anticipato. Anche perché è quello che vogliono praticamente tutti e la rottura con Ncd sulla legge elettorale spianerebbe la strada della crisi del governo Gentiloni.

Così le segreterie e i quartier generali forti sul territorio etrusco accelerano. Si apre il valzer delle candidature in Parlamento, consapevoli che molto probabilmente tutte le pressioni che ne deriveranno potrebbero travolgere la Regione e di conseguenza la fragilissima situazione della maggioranza a Palazzo dei Priori. 

Una tempesta perfetta che potrebbe portare, in tempi anticipati, alle triplici urne. O quantomeno al voto su Parlamento, Regione e a un periodo di commissariamento fino a maggio per decidere le sorti del capoluogo. Per ora tutto tace, tutto è immobile. Sono tante le cose da capire, prima di azzardare mosse.