Il Tuscia in Jazz sperimenta la sperimentazione. Dal 2 al 6 ecco lo Spring Festival

Il Tuscia in Jazz sperimenta la sperimentazione. Dal 2 al 6 ecco lo Spring Festival

Al Festival fondato da Italo Leali è arrivato in questi giorni anche il patrocinio dell'Unione Europea. Tutti gli eventi più importanti

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Il Tuscia in Jazz sperimenta la sperimentazione. Spettacoli multidisciplinari tra pittura e musica, improvvisazioni e jam session, workshop e valorizzazione delle eccellenze del territorio. In cinque giorni a Viterbo il festival ideato e realizzato da Italo Leali mostra tutto il suo potenziale. Tra pochi giorni, dal 2 aprile (fino al 6), torna nella città dei Papi il Tuscia in Jazz Spring Festival. Un evento che mira a “promuovere il territorio e – ha detto Italo Leali ospite di Radio Verde – anche le risorse umani che vi operano. Perché per uscire tutti insieme dalla crisi è anche importante valorizzarle, oltre ad essere un modo per entrare nel tessuto sociale”. E infatti il Festival, a fianco dei grandi nomi nazionali e internazionali ospita anche dei musicisti viterbesi usciti anche dai seminari del Tuscia in Jazz negli anni scorsi come Enrico Mianulli e Michele Villetti. “Mianulli è uno dei migliori contrabbassisti della provincia e ora – ha aggiunto Leali – insegna anche ai nostri corsi”.

 

 

Grazie alla provincia di Viterbo, alla Fondazione Carivit, al Mat, al Blitz il Festival, potrà contare su varie location, nonostante la storica mancanza di spazi a Viterbo. Il programma è molto ricco e ogni spettacolo porterà con sé una sua suggestione. Dai pezzi di Zappa e Gershwin riarrangiati in chiave jazz dal Giammarco Casani duo (6 aprile), al noto Fabrizio Bosso (3 aprile), Kurt Rosenwinkel, uno dei principali chitarristi contemporanei, voluto anche da Obama alla Casa Bianca (4 aprile), a La bohème in Jazz di Riccardo Arrighini con ospite il pittore Stefano Cianti che durante il live dipingerà una tela di 2 metri per 2. Da segnalare anche i viterbesi Michele Villetti (6 aprile) ed Enrico Mianulli con George Garzone meets Enrico Mianulli Jazz Orchestra e Rita Marcotulli con The light side of the Moon (5 aprile). E i giovanissimi Hi5, gruppo austriaco al quale il Tuscia in Jazz ha prodotto il disco, in regalo con l’ingresso al concerto (2 aprile). Tutte le sere poi Jam Session presso il Blitz Caffé di via della Sapienza.

Per tutto questo, e molto di più, sono in arrivo circa più di duecento persone per lavorare e studiare al Festival. Persone che dormiranno e mangeranno a Viterbo per circa 1.500 pernottamenti potenziali pagati negli alberghi della città. Negli ultimi giorni anche la ciliegina sulla torta con l’arrivo del patrocinio dell’Unione Europa. “Ci ha fatto piacere anche – ha aggiunto Leali – che il Ministero ci abbia inserito nell’albo dei grandi Festival jazz italiani. Per noi è un motivo di orgoglio”.

 

Tutto il programma è consultabile qui