Il Sodalizio pranza da solo

Il Sodalizio pranza da solo

Una tradizione lunga trent'anni interrotta in questo 2014. Lo strappo tra Comune di Viterbo e Sodalizio continua, anzi si allarga. C'è chi cerca di fare da pontiere, ma nell'aria continua la tensione.

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sodalizioDopo cinquant’anni il Sodalizio pranza da solo. Per cinque decenni all’usanza del pranzo sociale hanno sempre partecipato anche i rappresentanti del Comune di Viterbo. Non in questo maledetto 2014, che ha visto salire alle cronache il triste strappo tra gli amministratori della città e i facchini. In seguito al mancato pagamento, da parte di Palazzo dei Priori, dell’ultimo pranzo del 2013 il Sodalizio ha deciso di autosostenere quello 2014, non invitando gli amministratori.

Una lacerazione sulla città, esplosa con tutto il flagore del caso lo scorso 25 ottobre. Giorno dell’assemblea del Sodalizio e del comunicato di fuoco dove i facchini comunicano che da quel momento in avanti non si viaggia più a braccetto con Palazzo dei Priori, ma su due binari diversi. Unico punto di contatto rimasto il trasporto del prossimo tre settembre, momento in cui “si rivedranno sotto la Macchina”.

Fatto sta che sabato a Villa Finisterre non andrà il sindaco Leonardo Michelini e neppure qualche suo rappresentante. All’origine della rottura tutta la partita che ha determinato l’iter dal quale sboccerà l’erede di FioredelCielo. Niente Sodalizio nella commissione chiamata a scegliere il nuovo bozzetto. Un casus belli non da poco, ma su cui hanno agito come benzina alcune dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza sui facchini.

Questo ha innescato tutta una serie di meccanismi che hanno portato in ordine: 1) alla riconsegna del premio Faul, conferito ai facchini dal delegato allo Sport Sergio Insogna 2) Alla chiusura del Museo del Sodalizio fino a quando il Comune non verserà quanto stabilito dalla convenzione. Ma sulla sequela degli sgarri c’è una new entry. Le tradizionali targhe che verranno date ai facchini durante il pranzo di sabato non hanno il logo del Comune.

Cinquanta anni di storia e tradizione, di cammino insieme, sono andati a farsi benedire. Nelle ore appena trascorse si è vista a Viterbo anche Patrizia Nardi, responsabile della Rete delle Macchine a Spalla. E’ venuta a cercare di capire cosa sta accadendo. Un incontro separato, prima con Michelini e poi con Mecarini, anche per cercare di costruire un ponte.