Il Sì per il No alle trivelle. Il Comitato detta la linea: “Partecipazione e sostenibilità”

Il Sì per il No alle trivelle. Il Comitato detta la linea: “Partecipazione e sostenibilità”

Questa mattina la conferenza stampa del neonato Comitato per il Sì al prossimo referendum abrogativo del 17 aprile sul tema delle trivellazioni in mare a cui hanno partecipato alcune associazioni del territorio.

ADimensione Font+- Stampa

Un sì per dire no alle trivelle: “Servono corretta informazione, promozione della partecipazione dei cittadini e conversione alle rinnovabili”. Questa mattina la conferenza stampa del neonato Comitato per il Sì al prossimo referendum abrogativo del 17 aprile sul tema delle trivellazioni in mare a cui hanno partecipato alcune associazioni del territorio: dalla Rete degli Studenti medi all’Arci, dalla Lipu a Legambiente, da Fare Verde fino a Libera e Slow Food. La campagna referendaria partirà il prossimo 18 marzo, ma già dal 17 a Viterbo si partirà con un primo appuntamento programmatico aperto a tutti al Biancovolta, in via delle Piagge.

Umberto Cinalli ha sottolineato innanzitutto la battaglia che si dovrà compiere contro gli avversari “che si batteranno contro la partecipazione invitando all’astensione, un fatto molto grave”. Cinalli ha anche denunciato come i cittadini, insieme ai propri rappresentanti, vengono bypassati e le decisioni vengano prese dai piani alti. “Gli accordi – ha aggiunto – vengono presi tra Governo e multinazionali senza passare dal Parlamento”.

Il tema della partecipazione è stato toccato anche da Marco Trulli. “Questo appuntamento ridà la parola ai cittadini, che subiscono le scelte senza essere ascoltati. Serve un grande momento di discussione perché non si può appaltare il territorio a grandi multinazionali senza una riflessione collettiva. Speriamo siano rispettate le decisioni dei cittadini”. E il riferimento non troppo velato è al Referendum sulla gestione pubblica dell’acqua, troppo spesso dimenticato.

A Silvano Olmi il compito di controbattere le tesi del no al Referendum, ovvero quelle del sì alle trivelle. “Innanzitutto non è vero che si spendono troppi soldi pubblici per colpa nostra, perché non siamo noi che non abbiamo voluto l’election day. Poi il tema di una perdita per le casse dello Stato è un tema secondario visto che nel 2015 abbiamo incassato, grazie ad accordi che favoriscono le multinazionali, appena 340milioni di euro. Terzo l’occupazione: il settore è già in crisi”. Ma non solo la crisi, c’è infatti anche il tema della verità sullo stop alle trivelle. “Non si fermano domani, semplicemente – aggiunge Cinalli – ma alcune tra vent’anni”. Insomma c’è tempo per reinvestire, magari sulle energie rinnovabili e sostenibili: “È per questo motivo una occasione da non perdere”, aggiunge.

 

Comitato Sì referendum

Presente in conferenza anche la rappresentante di Slow Food Viterbo Claudia Storcé. “Per noi – ha spiegato – la questione delle trivelle è una questione prima di tutto ambientale. Se non c’è tutela dell’ambiente, il cibo non è buono”. Infine Enzo Calevi, della Lipu. “I movimenti ambientalisti – conclude – non dicono solo no. Abbiamo tante proposte”

Infine le informazioni tecniche: giovedì 17 marzo alle 17.30 al Biancovolta a Viterbo (in via delle Piagge) la prima assemblea aperta al pubblico. Presto iniziativa per permettere il voto anche all’interno del carcere Mammagialla, per i fuori sede, volantinaggi e flash-mob.