Il Sacrario è un parcheggio o un “elemosinario”?

Il Sacrario è un parcheggio o un “elemosinario”?

Il principale parcheggio della città, punto d'ingresso per moltissimi dalla provincia e da fuori è ridotto a un campo d'elemosinanti. E' bello? E' giusto?

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sacrarioUna volta c’era la custodia dei gestori del parcheggio, oggi ci sono gli elemosinanti. Pacchetti di fazzoletti, calzini, a volte anche un signore con un pappagallino che pesca i numeri fortunati da giocarsi al lotto, o semplicemente mani tese alla caccia di qualche spicciolo. Questo è il parcheggio del Sacrario oggi.

Un biglietto da visita niente male per chi frequenta la città e soprattutto per chi ci viene per la prima volta. Un’immagine suggestiva che sta contraddistinguendo Viterbo, al punto che registriamo anche questa battuta di un tizio, accento partenopeo, che preso d’assedio da ogni lato dice: “Neanche a Bombei mi è successa una cosa del genere!”.

Effettivamente ci soffermiamo qualche minuto a osservare la scena e sembra di essere su un terreno di caccia. Vicino alle casse automatiche scattano le prime “ficcate”. Gli elemosinanti e venditori abusivi vari sanno bene che a volte chi paga il ticket riceve spicci di resto e se il pressing è forte, magari per togliersi dalla scocciatura, il malcapitato di turno è anche disposto a disfarsene.

Alcuni chiamano anche i vigili urbani, ma è impensabile che tutori dell’ordine vari possano presidiare h 24 l’area. La domanda è: tutto questo ha senso?