Il retroscena\ Viva Viterbo e la costruzione dell’uscita

Il retroscena\ Viva Viterbo e la costruzione dell’uscita

L'articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

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L’articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

Il Retroscena. Il sindaco Leonardo Michelini si era fatto garante di Viva Viterbo, in cambio Filippo Rossi avrebbe dovuto ritirare gli emendamenti più corposi. Quelli “provocatori”, mantenendo quelli “accettabili” dal punto di vista finanziario che sarebbero stati votati dalla maggioranza. Una posizione, quella del sindaco, che probabilmente non ha trovato il favore di molti dei consiglieri comunali.

L’accordo, raggiunto durante una riunione di maggioranza convocata all’ora di pranzo di ieri, sarebbe stato comunque rispettato nonostante i malumori. A non mantenere gli impegni però sarebbe stata Viva Viterbo. Che è arrivata in Consiglio senza aver ritirato gli emendamenti. Una posizione che ha stizzito il sindaco Leonardo Michelini al quale, poi, Filippo Rossi ha chiesto, invano, di esprimersi sul Teatro dell’Unione.

L’ennesima provocazione che assomiglia più a una richiesta di cacciata dalla maggioranza, che ad altro. Gli esponenti di Viva Viterbo dal canto loro hanno continuato però a recitare la stessa parte: “Facciamo queste proposte – dicono – nell’interesse della città, non nel nostro”.

Passata la discussione del bilancio, quanto durerà Giacomo Barelli in giunta? Questa era la domanda da farsi ieri sera. Date le  premesse, le spinte del Pd e dei civici, e l’epilogo di tarda notte (qui), già lo sappiamo. Viva Viterbo sembra aver agito per costruirsi una via d’uscita credibile.