Il pagellone della “società civile”, ecco chi ha segnato l’anno

Il pagellone della “società civile”, ecco chi ha segnato l’anno

Dieci persone o categorie che hanno segnato il 2015, nel bene o nel male. Da chi si è speso per la cultura e il sociale a chi manda davanti l'economia, passando per chi si fa le foto mentre "vandalizza" il presepe.

ADimensione Font+- Stampa

Oltre alla politica in ogni territorio c’è di più. O almeno è auspicabile. La chiamano “società civile”, termine gettonatissimo da alcuni e un po’ schifato da altri. Abbiamo deciso di individuare dieci “pezzi” del tessuto sociale di Viterbo, che hanno segnato l’anno, e tirare giù un pagellone. Ecco cosa è venuto fuori.

Paolo Pelliccia, alias “il commissario”. Uomo di slancio, inequivocabilmente. Incarna la modernità del Ventunesimo secolo. Persona di questi tempi, lo si capisce già dagli occhiali. Un “self made man”, nel bene e nel male. Un “capitano di se stesso”. Con Pelliccia il Consorzio Biblioteche è diventato un luogo da sogno, dove si è iniziato a coltivare la prospettiva del domani. L’hanno capito bene i tanti big della cultura nazionale che sono passati per queste stanze e che hanno già messo in agenda di venire a Viterbo. “Viterbo dove? Ah sì, dove c’è quella biblioteca da paura”, sembra essere questo il commento più gettonato.

Lo hanno capito meno gli amministratori della città. Pelliccia è l’uomo capace di dare risposte alla domanda delle domande, quella da porsi prima di qualsiasi rivoluzione: “Che fare?”. Voto 8 pieno, bello tondo come i cerchietti di quegli occhiali neri che tanto bene hanno saputo leggere il presente, di questo asset strategico che è la biblioteca, e preparare il domani. Visionario

Irene Temperini, “Mrs Pro Loco di Viterbo”. Figura che da qualche anno è entrata sulla scena del dibattito pubblico, anche se ultimamente appare un po’ meno presente. Quest’anno ha riallacciato vecchie alleanze, cambiando un po’ posizione e atteggiamento. L’azione dell’anno l’ha messa a segno sotto Natale riportando al centro della città il complesso della Trinità, fuori dalle rotte cittadine da troppo tempo. La forza di volontà è da premiare con un bel 10 ma è la strategia che rimane confusa e ondivaga: voto 3. In complesso un bel 6,5. Presente a macchie

Salvatore Regoli, il “fuochista”. Di piccoli fuochi ne ha accesi diversi in giro per la Tuscia e non solo negli ultimi venti anni. Nel 2015 ha fatto sentire la sua presenza e azione su Viterbo. Grazie all’amicizia con lo scrittore Mondadori Eraldo Affinati ha regalato alla città una dimensione dell’accoglienza all’avanguardia, concretizzandola nella scuola Penny Wirton. Coltivare, futuro, tavolo sono le parole d’ordine con cui affronterà l’anno nuovo. Voto 8 per il messaggio di speranza che rappresenta. Radice

Gian Maria Cervo, l’“europeo”. E’ stato il primo della Tuscia ad aver portato a casa un progetto Ue finanziato con più di un milione di euro. Così facendo ha dato un segnale di ottimismo e indicato una strada da seguire: quella della qualità. C’è chi vorrebbe “fargliela” pagare perorando la tesi che il suo Qda a questo punto non ha più bisogno di risorse pubbliche locali. Naturalmente è una tesi tanto “pelosa” e interessata quanto assurda. Voto: 8. Polivocale

Le sentinelle in piedi, “i guardiani del passato”. Sono i “protettori” della famiglia tradizionale e li abbiamo visti in diverse occasioni in pubblico, in piedi, impegnati a leggere libri. E’ questo per loro un modo di protestare contro le famiglie “fuori natura”, così le chiamano. Magari con l’anno nuovo invece di protestare contro i diritti di qualcuno decideranno di leggere qualche libro in più per garantire a chi vorrebbe farsi una famiglia più tutele da parte dello stato. Voto: 2. Reazionari

I commercianti coraggiosi. Possiamo chiamare così quelli che si sono rimboccati le maniche in questi mesi per organizzare una serie di eventi per attirare persone in centro. Particolarmente riuscita “la notte dello shopping” sotto Natale. Rientrano nella categoria tutti quelli, e sono parecchi, che quest’anno hanno scelto di aprire nonostante la crisi economica. Tra loro anche diversi giovani che stanno investendo sul centro e gli sta andando anche bene. Voto: 7. Guerrieri moderni

Lino Fumagalli. Un finale d’anno burrascoso per il vescovo di Viterbo che non appare come un grande trascinatore della comunità viterbese. Tende a rimanere in disparte e se il modello della nuova Chiesa è quello raccontato e messo in pratica da papa Francesco forse Fumagalli deve prenderci domestichezza. Abbiamo fede che accadrà nell’anno nuovo, già dai primi mesi. Sulla vicenda delle clarisse poi il suo silenzio non è piaciuto a molti, fino al punto di essere contestato durante la messa di saluto alle suore. Voto: 5. Distante

Michele Villetti, aka Michele Fox. L’amico delle volpi sta facendo strada e ha coronato il 2015 centrando un sogno: l’apertura della Repubblica delle Arti. Una scuola di musica che è anche un “pensatoio” e punto d’incontro per molti giovani. Le persone di buona volontà sanno dove vedersi e immaginare il domani. Voto: 7. Fusion-man

Quei pazzi del volontariato. E’ stato il loro anno, arrivando anche alla finale per l’assegnazione del titolo di capitale europea del volontariato. La parte più visibile è sicuramente rappresentata dai clown di corsia ma si contano in tutto oltre cento associazioni. Rappresentano un modello da imitare. Voto: 8. Temerari

 I ragazzi delle risse e delle foto con le birre nel presepe. Giovani, in alcuni casi giovanissimi. In diversi quest’anno sono passati agli onori delle cronache per risse, coltellate, aggressioni, goliardate fuori luogo. Ultima in ordine cronologico la “vandalata” di danneggiare il presepe di piazza del Comune per farsi delle foto seduti in gruppo sulla culla del Bambinello. Voto: 2. Sfigati