Il mistero del faggio-quercia nel bosco di Tre Croci

Il mistero del faggio-quercia nel bosco di Tre Croci

Il fenomeno non è completamente sconosciuto nel mondo. Ne sono stati individuati anche altri esemplari. Nei casi più eclatanti si parla anche di una rara varietà del faggio nota come quercoides, che presenta una superficie del tronco particolarmente fessurata e ricoperta da placche e creste, simile appunto a quella di una quercia.

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Un faggio con una parte di corteccia da quercia. Un fenomeno particolare, avvistato su un solo esemplare, all’interno di una faggeta davvero sorprendente.

Tre le ricchezze male utilizzate di buona parte del territorio del Viterbese ci sono senza ombra di dubbio i boschi. Diversi i luoghi davvero straordinari che rendono preziosi e degni di visita tanti comuni della Tuscia. Tra questi ce n’è uno davvero suggestivo nella zona di Tre Croci, Vetralla.

Un bosco di faggi davvero importante e che custodisce l’eremo di San Girolamo e porta dritto a un’altura, piena di bonzai naturali e resti di fuoriuscite di lava datate millenni, da cui è possibile “scoprire” il mare. Qui, i conoscitori della zona, conoscono un “mistero”. Quello di un faggio-quercia. Meglio: un faggio che ha sul proprio tronco una parte di corteccia che è propria delle querce. 

Il fenomeno non è completamente sconosciuto nel mondo. Ne sono stati individuati anche altri esemplari. Nei casi più eclatanti si parla anche di una rara varietà del faggio nota come quercoides, che presenta una superficie del tronco particolarmente fessurata e ricoperta da placche e creste, simile appunto a quella di una quercia.

In questi casi però la corteccia da quercia è estesa in genere su tutto il tronco. Nel caso della faggeta di Tre Croci la corteccia da quercia è limitata a una piccolissima superficie. Una trentina di centimetri quadrati. Tutto molto suggestivo. 
 

 

Natale Viterbo