Il logo di Viterbo Capitale della Cultura spiegato

Il logo di Viterbo Capitale della Cultura spiegato

Il logo è stato donato da Andrea Venanzi. Il blu e il giallo per donare solennità e saggezza, il pin di Google Maps e il quadrifoglio di Palazzo dei Papi combinati per evocare il legame tra passato e futuro.

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Il blu e il giallo per donare solennità e saggezza, il pin di Google Maps e il quadrifoglio di Palazzo dei Papi combinati per evocare il legame tra passato e futuro. Lo ha descritto così il coordinatore del Comitato scientifico che lavora per Viterbo Capitale della Cultura Claudio Margottini ospite ieri di Sbottonati Viterbo (riascoltabile qui). Un logo donato da Andrea Venanzi: “una persona – ha detto Claudio Margottini ringraziandolo – che collabora anche su altre cose”. In che senso? “Intendevo dire con me sottoscritto. Sono andato a cercare aiuto nelle persone che potevano darci una mano con un minimo del loro tempo accontentandosi di un grazie”.

Quanto alle scelte estetiche. “Stavamo cercando un logo evocativo e questo lo è perché unisce passato e futuro, proprio ciò che ci aspettiamo da questo bando. La o di Viterbo ha la forma del pin di Google Maps che contiene il quadrifoglio di Palazzo Papi. Così unisce il simbolo e il cammino alla nostra tradizione. I colori, oltre ad essere i colori della nostra città, comunicano saggezza e solennità”. Sì e arrivati a questa scelta passando prima sul rosso e il grigio. Il primo colore per fare riferimento a Viterbo Città dei Papi e il secondo colore per evocare il peperino. Poi l’idea è stata sviluppata ed è ricaduta sul blu e sul giallo.

 

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