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Il “lancio su Vallebona” riemerge dopo 70 anni di amnesia

Il “lancio su Vallebona” riemerge dopo 70 anni di amnesia

A Micci rivolgiamo un appello, visto come sono andate le cose, sia lui a battersi in consiglio comunale per mettere una targa a Vallebona e la apponga insieme ai colleghi Volpi e Boco.

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La storia del “lancio su Vallebona” è un minuscolo pezzetto nell’enorme mosaico della seconda guerra mondiale. Per 70 anni a Viterbo nessuno ma mai preso in considerazione quei giorni e quei gesti. Completamente assente la memoria di quel lancio di dieci soldati americani, costretti a paracadutarsi perché il loro aereo ormai era fuori controllo. L’aereo alla fine si inabissò nelle acque del lago di Bolsena, da dove è stato “ripescato” diversi anni fa.

C’è un uomo però che a quella storia, fatta di piccoli eroi normali, ossia i viterbesi che ospitarono e nascosero dai nazisti quei ragazzi “caduti dal cielo”, non è rimasto indifferente. E’ lo studioso Mario Di Sorte. L’ha dissepolta dalla polvere del tempo e riportata alla luce, l’ha scritta consegnandola quindi alla memoria. L’ha fatto nella sua Bolsena, dove del “lancio su Vallebona” si parla in maniera dettagliata sui pannelli espositivi del museo territoriale. Proprio al lato della torretta di quell’aereo statunitense tirato su dalle acque del lago. Ed è proprio visitando questo luogo che La Fune ha scoperto la storia, ignorata a Viterbo.

L’abbiamo raccontata ai nostri lettori (leggi qui), esortato i consiglieri comunali della frazione di Grotte Santo Stefano Augusta Boco, Marco Volpi ed Elpidio Micci a ricordare questa piccola grande storia. Abbiamo chiesto loro anche di spendersi per una targa da apporre proprio a Vallebona, piccola sottofrazione di Grotte (leggi qui). Il 15 gennaio il Comune di Viterbo renderà giustizia ai protagonisti di quel lancio e di quello che è accaduto poi (leggi qui). Storie di coraggio e di umanità, dove sono ravvisabili i fermenti di una rinascita dell’Italia dal buio del nazi-fascismo.

Sarà apposta una targa, anche se non lo faranno a Vallebona (il che avrebbe avuto più significato) ma a Grotte. E ci sarà poi un convegno, con protagonista Mario Di Sorte (e di questo ne siamo felici) in Prefettura. Siamo contenti, anche se continuiamo a credere che sarebbe importante spendere due spicci in più e mettere la targa anche a Vallebona.

E siamo convinti che sarebbe stato anche il caso di mettere questa dizione: “lancio di Vallebona”; anche come titolo del convegno. E’ stata scelta una formula più generica, ma anche meno vicina ai fatti riscoperti da Di Sorte. Notiamo inoltre che nella comunicazione ufficiale compaiono i nomi di due soli consiglieri di Grotte: Boco e Volpi. Di Micci non c’è traccia, per dare un segnale di un mondo migliore del passato sarebbe stato bello dare un’immagine di unità dei consiglieri. A Micci però rivolgiamo un appello, visto come sono andate le cose, sia lui a battersi in consiglio comunale per mettere una targa a Vallebona e la apponga insieme ai colleghi Volpi e Boco. Sarebbe l’occasione per scrivere una storia giusta e dare un segnale di amicizia e collaborazione. Un gesto piccolo, come piccola è la storia del “lancio su Vallebona”. Ma come questo capace di contenere significati profondi.

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