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Il grido “libertà!” dei serra-panunziani corre sui Social. Avrà un seguito?

Il grido “libertà!” dei serra-panunziani corre sui Social. Avrà un seguito?

Tra i firmatari di questi gridi formato Pd sono il segretario provinciale Andrea Egidi, il segretario del circolo di Viterbo Carlo Mancini e i due consiglieri Melissa Mongiardo e Marco Volpi

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“Ribelli, così ci chiamano, così siamo, così vogliamo essere, ma la nostra è anzitutto una rivolta morale”. Cosa hanno in mente i serra panunziani è difficile capirlo, ma sui loro profili Facebook scrivono parole che sono pietre e che inneggiano alla Libertà. Un caso? Magari lo è, ma nel giro di pochi giorni si sono registrati alcuni interventi, che se letti in relazione ai fatti successi in questi giorni, con il quasi forzato dietrofront rispetto alla crisi del Comune di Viterbo, possono dare adito a chissà quali scenari.

Tra i firmatari di questi gridi di libertà formato Pd sono il segretario provinciale Andrea Egidi, il segretario del circolo di Viterbo Carlo Mancini e i due consiglieri Melissa Mongiardo e Marco Volpi. Tutti e quattro considerati esponenti dell’ala serra-panunziana del Partito.

Il primo a scrivere è Andrea Egidi. Sono le 21.23 di mercoledì 17 febbraio e il segretario provinciale del Pd deve aver ricevuto da pochi minuti la lettera con la quale Fabio Melilli gli comunicava l’intenzione di non venire a Viterbo. Dopo aver ricevuto la lettera, che significava molto e che ha portato allo stop (almeno a parole) della rivolta dei serra-panunziani Egidi scrive su Facebook, cita Pasquino, il film di Luigi Magni Nell’anno del signore e Fabrizio De André: “Sembra stare ai tempi di Pasquino… La bella che è addormentata ha un nome che fa paura: libertà, libertà, libertà!”

Passano pochi minuti, sono le 21.39 e ad Andrea Egidi risponde la consigliera comunale Melissa Mongiardo. Da Faber a Gaber è questione di una consonante, è un attimo, è un battito di ciglia. “La libertà non è star sopra un albero \ non è neanche avere un’opinione \ la libertà non è uno spazio libero \ libertà è partecipazione”.

Passa ancora qualche ora. Siamo a sabato e inizia a girare la notizia che a Treviso sia stata cacciata dal Pd una consigliera che aveva chiesto di tagliare i compensi di sindaco e assessori e Marco Volpi condivide l’articolo de Il Fatto Quotidiano che ne parla. E non solo per la somiglianza delle sigle delle due città, che lui stesso cita: Tv e Vt. Volpi cita “Il buio oltre la siepe” della scrittrice americana (appena scomparsa) Harper Lee: “Ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza”.

Siamo a domenica. Il buongiorno è segnato dalle parole del segretario cittadino del Partito Democratico che alle 10.35 cita un lungo brano tratto da “Il Ribelle” di Teresio Olivelli. Cogliamo un paio di passaggi, che spiegano il senso dell’intervento. “Ribelli, così ci chiamano, così siamo, così vogliamo essere, ma la nostra è anzitutto una rivolta morale. […] A denti stretti avanziamo perché siamo consapevoli che la vitalità d’Italia risiede nella nostra costanza, nella nostra volontà di risurrezione, di combattimento; nel nostro amore”.

Queste parole non significheranno niente o significheranno tutto? Non si sa. Intanto oggi pomeriggio i sette serra-panunziani dovrebbero incontrarsi in vista dell’incontro atteso entro mercoledì dell’intero gruppo democratico. La strategia per l’eventuale rientro è infatti tutta ancora da definire e Francesco Serra dovrà affrontare non pochi scogli. I sette ormai sono tutto fuorché di un sentimento. O almeno così sembra.

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