Sfiducia a Michelini, ma l’amministrazione durerà (almeno un anno)

Sfiducia a Michelini, ma l’amministrazione durerà (almeno un anno)

Michelini ancora sotto i "cannoni" delle opposizioni. La mozione di sfiducia non punta a ottenere un effetto pratico nell'immediato, facendo cadere il sindaco. Punta a tenere alto il livello della campagna elettorale di fatto già iniziata.

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L’appuntamento è alle 15,30, anche se non sarà possibile portare in sala d’Ercole pop corn e Pepsi ghiacciata. Il consiglio comunale sulla decadenza è uno spettacolo da mandare giù liscio, senza niente a fare compagnia. La mozione, firmata da 13 consiglieri, non troverà mai i numeri sufficienti per cappottare lo scranno più alto di Palazzo dei Priori.

Michelini ha dormito sonni tranquilli e in realtà anche i consiglieri di opposizione ed ex maggioranza che con un loro autografo hanno sottoposto il sindaco a questa giornata, serena ma non certo piacevole.

Se non siamo ingannati dalla memoria nella storia recente del Comune di Viterbo non è mai accaduto che un sindaco venisse sottoposto a mozione di sfiducia. Michelini c’è riuscito, nonostante fosse partito in quel giugno 2013 con la corazza lucida e un folto esercito di fedelissimi. Una fedeltà che per varie ragioni si è andata smontando nel tempo, caduta sotto il peso degli scazzi, delle trascuratezze, magari delle promesse non mantenute. Caduta soprattutto nell’operazione sulle provinciali dei Moderati  e Riformisti, che di fatto può essere indicata come il catalizzatore di quello stato di crisi permanente in cui l’amministrazione sembra essere stata messa in salamoia. La dinamite che ha fatto saltare Oltre le mura, la lista del sindaco. Mandando di fatto fuori orbita Sergio Insogna e Francesco Moltoni.

La giornata di oggi non serve per mandare a casa il sindaco. Serve per dare il pretesto a tutte le forze di opposizione, che numericamente tra quelle dentro e fuori il palazzo sono veramente tante, per “cannoneggiare” sulla stampa il numero uno della maggioranza. Oggi sarà “cannoneggiato” nuovamente in consiglio e questo finirà ancora sotto gli occhi e nelle orecchie dei viterbesi. Insomma, la campagna elettorale è iniziata.

Uno dei quadri della situazione nazionale è che dopo il referendum costituzionale, ottobre 2016, Renzi voglia andare al voto. Se viene giù il governo viene giù anche il Comune, dicono i bene informati. E sembrano essere in parecchi ad aver iniziato a zappare l’orto convinti della ragionevolezza di questa prospettiva.