Il giallo del furto di quadri antichi a Sant’Orsola. Al lavoro la Polizia Scientifica

Il giallo del furto di quadri antichi a Sant’Orsola. Al lavoro la Polizia Scientifica

Anche la Polizia Scientifica al lavoro sul furto dei due dipinti del Seicento e Settecento dalla chiesa di Sant'Orsola. La scomparsa dei due quadri assume i contorni di un vero e proprio giallo.

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Giallo sui quadri scomparsi nella chiesa di Sant’Orsola. La notizia del fattaccio è stata diffusa nella giornata di martedì scorso, quando il Comune di Viterbo ne è venuto a conoscenza. Due i dipinti rubati, uno del Seicento e l’altro del Settecento. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Scientifica per effettuare i rilievi del caso, nella speranza di rinvenire impronte digitali del ladro o dei ladri e/o altri indizi utili alle indagini.

La chiesa, sconsacrata dai primi del ‘900, situata all’intersezione tra via San Pietro e via Cardinal La Fontaine, nel pieno centro di Viterbo, è lasciata in un completo stato d’abbandono dal 2006. Le condizioni di fatiscenza infatti imposero la fine dell’esperienza di spettacoli e mostre portata avanti, anche con risultati interessanti, tra il 2002 e il 2006 appunto, dall’associazione Frisigello.

Da quel punto e per otto anni di fila la struttura ha ospitato topi, piccioni e polvere. Il tutto nonostante al suo interno si trovassero anche dei quadri del Seicento e Settecento, che magari potevano trovare migliore sistemazione.

E a trovare “migliore” sistemazione alla tela della ‘Madonna Immacolata’, realizzata nel XVII secolo e data come restaurata dal pittore Domenico Corvi, collocata nell’altare di sinistra, e al dipinto raffigurante ‘Santa Lucia’, datato XVIII secolo e collocato nell’altare di destra, ci ha pensato qualche malintenzionato.

La scoperta del fatto

Da quello che si è appreso a scoprire il furto sarebbe stato un addetto del Comune, che avrebbe subito segnalato il tutto. Quindici giorni fa circa la struttura era stata visitata dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore al Patrimonio Luisa Ciambella, per una verifica a seguito della richiesta di un privato di acquistare una parte della canonica per ampliare una sua proprietà. Quindi, testimoni sindaco e assessore, quei quadri erano al loro posto almeno fino a 15 giorni fa.

 

L’interrogativo

I quadri, di dimensioni che non ne permetterebbero il trasporto con una semplice auto, devono essere stati trasportati fuori dal portone centrale della chiesa che dà su una via piuttosto trafficata. Possibile che nessuno abbia visto? Considerando che praticamente a pochi passi si trovano un bar e altre attività commerciali il furto, con ogni probabilità, dovrebbe essersi svolto di notte. Difficilmente però nel fine settimana, quando anche fino a tarda notte, è aperta una pizzeria prossima a Sant’Orsola.

 

Il ricordo del recupero degli affreschi quattrocenteschi di Palazzo Spreca

Gli inquirenti sono al lavoro serrato per cercare di recuperare i due dipinti rubati a Sant’Orsola. La notizia ha riportato alla mente di molti la vicenda degli affreschi di Palazzo Spreca. I dipinti, strappati dalle pareti di una dimora nobiliare viterbese, palazzo Spreca appunto, che si trova nel cuore del centro storico, erano finiti in mostra alla Biennale internazionale di antiquariato di Roma. Fu un visitatore viterbese della rassegna a imbattersi nell’opera, raffigurante le 14 virtù profane, dipinto da un anonimo e databile tra il 1470-1480. Era esposta nello stand numero 58 della rassegna romana, gestito da Emo Antinori Petrini, titolare della Umbria Sud con sede a Spoleto. Ne conseguì una denuncia, grazie alla quale è stata aperta l’indagine che ha riportato gli affreschi a Viterbo.

 

Il quadro rimasto: il martirio di Sant’Orsola

I ladri non hanno portato via il quadro dell’altare centrale raffigurante il ‘Martirio di Sant’Orsola’. Non sappiamo se per mancanza di tempo o perché il dipinto risulta essere piuttosto rovinato. Di fatto il dipinto, l’unico rimasto, continua a rimanere all’interno della struttura. Non sarebbe forse il caso metterlo al sicuro altrove?