Il costruttore di Gloria, Mirko Fiorillo: “Ho la macchinite”

Il costruttore di Gloria, Mirko Fiorillo: “Ho la macchinite”

Con Edilnolo ha costruito Gloria ed è l’uomo che ha avuto il merito in credere in qualcosa sul quale nessuno aveva creduto, ovvero l’invito di Bruno Pagnanelli nel cantiere della Macchina che ha portato alla realizzazione di un diario della Macchina, che è già storia.

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Mirko Fiorillo è uno dei volti del Trasporto 2016. Con Edilnolo ha costruito Gloria ed è l’uomo che ha avuto il merito in credere in qualcosa sul quale nessuno aveva creduto, ovvero l’invito di Bruno Pagnanelli nel cantiere della Macchina che ha portato alla realizzazione di un diario della Macchina, che è già storia.

 

Fiorillo, la macchinite è guarita?

“No, va sempre peggio”.

 

La febbre cresce sempre?

“Non c’è modo per attenuarla. È cronica ormai”.

 

Come sta Gloria?

“La situazione è sotto controllo. C’è del lavoro da fare dietro la quinte, c’è da finire di sistemare i lumini. Grande impegno, ma per ora non ci sono imprevisti. Tocchiamo ferro”.

 

Quest’anno anche un ‘sollevate e fermi’ all’arrivo, poi l’allungamento su via Marconi. Come vi avvicinate a questo 3 settembre?

“Siamo più preoccupati quest’anno rispetto all’anno scorso, nonostante quello fosse il primo trasporto per Gloria, ed era più difficile”.

 

La novità è anche sulla Macchina, con 4 telecamere a infrarossi installate sopra, perché?

“Una doppia valenza, quello dello studio dei movimenti della Macchina e delle sue oscillazioni per capire quanto è rigido il traliccio. Poi c’è anche la questione sicurezza e aiuterà le forze dell’ordine”.

 

Quale è il momento più bello del Trasporto per lei?

“La mossa, all’inizio. Momento indimenticabile. Poi c’è anche l’arrivo, ma poi lì è finita. Per me quindi il momento più bello è la mossa”.

 

Il primo ricordo che ha qual è?

“Il primo è di Spirale di Fede. Avevo 5 anni. Penso che quella sia la Macchina della mia generazione. Stavo sulle tribune quando l’ho vista la prima volta, arrivava piano piano da via Cavour, all’inizio si vedeva solo la Santa sopra ai tetti e poi tutta la Macchina. Un momento indimenticabile”.

 

Dove le piacerebbe vedere il Trasporto se non fosse costruttore?

“Da ragazzo con gli amici la vedevamo al Corso. Mi piaceva vederla lì, la Macchina arrivava come un bagliore”.

 

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