Il Consiglio non si fa, Ciorba furioso. Assenti 6 dei 7 ex-dissidenti più Rossi, Moltoni si salva

Il Consiglio non si fa, Ciorba furioso. Assenti 6 dei 7 ex-dissidenti più Rossi, Moltoni si salva

L’appuntamento del pomeriggio del Consiglio comunale è saltato a causa della mancanza del numero legale dovuta all’assenza di sette assenze tra i consiglieri comunali della maggioranza

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Consiglio deserto e discussione su Moltoni rimandata, Ciorba: “Sembra che i consiglieri vogliano difendere la casta, non va bene. Devono votare”. L’appuntamento del pomeriggio del Consiglio comunale è saltato a causa della mancanza del numero legale dovuta all’assenza di sette assenze tra i consiglieri comunali della maggioranza (Filippo Rossi e 6 ex-dissidenti, tutti escluso Mario Quintarelli con Patrizia Frittelli arrivata un secondo dopo l’appello).

Secondo l’accordo tra i consiglieri oggi si sarebbe dovuto procedere con le interrogazioni di chi non era riuscito a farle martedì e poi con la discussione con i punti all’ordine del giorno, primo dei quali la decadenza di Francesco Moltoni. “Questa assenza sistematica – ha detto il presidente in una conferenza convocata subito dopo il Consiglio – non permettere il funzionamento del Consiglio comunale, che così è inadempiente secondo la legge. C’è il rischio che qualcuno contesti l’omissione di atti di ufficio. Non è una questione che interessa la maggioranza o la minoranza, il rispetto della legge – ha proseguito – spetta a tutti i consiglieri che hanno l’obbligo di trattare questo argomento”.

Ora Ciorba tornerà a convocare i consigli il prima possibile, prime della sessione di bilancio. Prima però, martedì, ci sarà quello straordinario sui rifiuti e poi giovedì di nuovo la sessione ordinaria con il rischio che si torni alla situazione vissuta oggi. Poi il martedì successivo nuovo consiglio straordinario dedicato alle frazioni.

C’è però un contenzioso sulla normativa. Secondo Francesco Moltoni e alcuni consiglieri di minoranza dopo la discussione in Consiglio ci sarebbero dieci giorni prima di arrivare al voto sulla decadenza e poi altri dieci prima che la decadenza sia operativa. Giorni entro i quali Moltoni può pagare gli 80mila euro che deve secondo la sentenza della Corte dei Conti sul caso Cev. Passati i dieci giorni si passerebbe alla surroga con l’ingresso del nuovo consigliere. Secondo Ciorba, che fa riferimento all’art.69 del Tuel, però non è così: “Giovedì si può andare già al voto perché la memoria di Moltoni è stata depositata il 7 dicembre scorso. La pratica in votazione invita l’amministratore a rimuovere le cause di incompatibilità”, e i 10 giorni sono belli che passati. “L’eventuale voto – precisa ancora Ciorba – non fa decadere il consigliere, ma gli chiede di rimuovere le cause di incompatibilità”. Una volta votato, dunque, le cause di incompatiblità (in questo caso il debito nei confronti del Comune) vanno rimosse entro 10 giorni, pena la decadenza.

Decarta racconta la Tuscia