Il Comune di Viterbo fuori dall’Interporto di Orte

Il Comune di Viterbo fuori dall’Interporto di Orte

Palazzo dei Priori ha avviato le procedure per dismettere la propria quota, pari quasi al 10%.  La partecipazione del Comune definita in delibera “non strategica e non necessaria per il perseguimento delle finalità istiutuzinali”.

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Palazzo dei Priori ha avviato le procedure per dismettere la propria quota, pari quasi al 10%. Ora le quote vanno vendute.

Nella delibera la giunta spiega: “Non ritiene di conservare la propria partecipazione nella società in quanto non più strategica e non strettamente necessaria per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”.

Il Comune di Viterbo possiede seimila azioni che sono state acquisite al valore nominale delle allora 50 lire l’una, oggi 25,82 centesimi. Una quota parti al 9,39% del capitale sociale.

La scelta dell’amministrazione è motivata dal fatto che nel 2011 la società ha costituito una srl per la gestione di attività e servizi che riguardano l’Interporto. “Circostanza quest’ultima – è riportato in delibera – che ha portato a ravvisare un depauperamento delle funzioni di Interporto Centro Italia Orte S.p.A. nonché, in capo agli enti soci, l’impossibilità di esercitare il potere/dovere di controllo sulla gestione dei servizi”.

Ma ci sono anche ragioni economiche. Per contenere la spesa si cerca di uscire da partecipazioni ritenute non necessarie. Decisione similare rispetto a quanto hanno già deciso la Provincia di Viterbo, l’Autorità portuale di Civitavecchia ed il comune di Terni.

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