Il Centrodestra come il Centrosinistra nel 2013: apre ai civici, ma non a tutti

Il Centrodestra come il Centrosinistra nel 2013: apre ai civici, ma non a tutti

Ecco la nuova linea del Centrodestra: apertura verso i civici che non abbiamo un passato troppo compromettente con l'attuale Amministrazione (Insogna sì, Rossi no, per capirci).

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Dall’incontro dell’altra sera in vista delle elezioni comunali del 2018, emerge la nuova linea del Centrodestra: apertura verso i civici che non abbiamo un passato troppo compromettente con l’attuale Amministrazione (Insogna sì, Rossi no, per capirci). Una linea che ricorda quella con cui vinse il Centrosinistra 5 anni fa. Vi abbiamo raccontato il retroscena della fumata nera, ma è interessante capire la posizione espressa dai movimenti che ne fanno parte. Il concetto è chiaro: un no a Filippo Rossi e un sì invece a Sergio Insogna. Insieme hanno condiviso la battaglia per Michelini sindaco, più il secondo del primo, mentre solo per un piccolo periodo sono rimasti in maggioranza, più il primo del secondo.

Così il sì ai movimenti civici da parte del Centrodestra risulta chiaro: Filippo Rossi non è il benvenuto, insieme a lui non lo sono i Mori, che pensano ad una alleanza con Daniele Sabatini, ma lo è Sergio Insogna (presente alla riunione), uomo con un lungo passato nel centrosinistra viterbese, ma con alcuni anni di lotta contro Leonardo Michelini.

“La delegazione di centrodestra – spiegano i delegati – ha rinnovato l’apertura e l’invito ad altri movimenti, civici e non, che vogliano partecipare e portare il loro apporto all’interno dello schieramento. L’unica condizione posta è stata quella di ribadire che, nella maniera più assoluta, saranno presi in considerazione elementi o persone che possano in qualche modo essere collegati all’attuale amministrazione. La volontà dichiarata e ribadita è di dar vita ad una coalizione coesa e caratterizzata dall’omogeneità di intenti, assolutamente slegata da qualsiasi implicazione con la giunta Michelini che ha condotto Viterbo in una situazione di profondo degrado”.

Una linea che ricorda quella del centrosinistra di 5 anni fa, quando accolse molti esponenti di centrodestra, lontani dall’esperienza Marini. Una linea che lo porto alla vittoria e poi alla disgregazione pochi mesi dopo. Sarà di buon auspicio?