Il bestiario delle feste natalizie e di fine anno: ultras, mistici, biscaroli e quelli con le mutande rosse

Il bestiario delle feste natalizie e di fine anno: ultras, mistici, biscaroli e quelli con le mutande rosse

Abbiamo osservato, ascoltato e ora siamo pronti per servire ai nostri lettori un bel bestiario sulle feste natalizie e di fine anno.

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Il clou delle feste è già alle spalle e tutti sono in attesa del giorno dell’Epifania, che è risaputo “tutte le feste porta via”. Quest’anno non ci sono stati ponti lunghi, considerando che Natale è caduto di domenica e Capodanno pure. Andrà meglio per la Befana, che regalerà una tre giorni ai più fortunati. Abbiamo osservato, ascoltato e ora siamo pronti per servire ai nostri lettori un bel bestiario sulle feste natalizie e di fine anno.

Gli ultras. Li riconosci perché nelle loro case le lucine natalizie hanno iniziato a fare capolino già a fine novembre. C’è chi ormai inizia ad allestire il tutto dal 30 novembre, appena scartato il pesce di Sant’Andrea. Da loro non manca niente per vivere al meglio la magia di Natale: strisce colorate, statuine del presepe, angioletti, perfino un Babbo Natale con scaletta che si cala dal balcone. Canzone cult: “A Natale puoi”; ascoltata a ripetizione da Yuotube. Sono quelli che tutti i negozianti salutano con un sorriso 34 denti. A regali ci vanno giù con la mano pesante.

I mistici. Durante le feste affrontano una loro personale crociata contro il materialismo imperante. Gettonatissimo il presepe, meno l’albero. A volte neanche lo fanno perché considerato simbolo pagano. Il 24 mangiano “di magro”, ma magro vero. Niente pesce. Spazio solo a un pochettino di stoccafisso. I più estremi si spingono oltre: digiuno nel giorno della vigilia. Non ci credete? Esistono, garantiamo.

Gli anticonvenzionali ad ogni costo. La categoria comprende delle creature meravigliose. Nella loro testa le feste natalizie producono cortocircuiti fantastici e non sapendo come affermare il proprio essere alternativi approdano a vette di illogicità strepitose. La migliore storia della categoria? Quella di chi ci ha raccontato che per Natale ha realizzato un presepe pseudo blasfemo. Roba strana per un ateo. Una vera cretinata, so ragazzi! E’ proprio dura la vita dell’alternativo.

I “biscaroli”. Per la legge non si potrebbe ma se sotto Natale il mercato va in carenza di spicci un motivo ci sarà. I bene informati ci raccontano che viene tirato fuori di notte, anche nelle ore più vicine al mattino, da appositi borselli. Banco e sto!

I “pozzi senza fondo”. Quelli che il pomeriggio del 25 dicembre, reduci da “cenone” e pranzo di Natale hanno trovato il modo e lo spazio di fermarsi in una pizzeria, praticamente deserta, e ordinare un pezzo di Margherita. Per mantenersi leggeri, naturalmente.

I nichilisti. Per loro “Natale è un giorno come un altro”, “Capodanno è un giorno come un altro”. Aggiungeremmo anche che “l’uva è agra”. Esopo docet.

I patiti dei botti. Quelli che non è la notte di San Silvestro se una bomba carta non l’appicci. E così, in barba a ordinanze e divieti e con buona pace degli animalisti il gran chiasso si è sentito anche quest’anno. So soddisfazioni.

I new age delle lanterne cinesi. Convinti che i botti siano poco rispettosi di ambiente e animali ma che non è Capodanno se un fuocarello non lo fai brillare si sono dotati di lanterne cinesi. Peccato che i rivenditori abbiano deciso di cogliere al balzo l’affare mettendo sul mercato, a prezzo maggiorato, prodotti iperscadenti. Così sono volate poche lanterne e il centro storico di Viterbo si è trasformato in un tappeto di occasioni mancate. Fregature da new age.

Quelli dall’indumento intimo rosso. Ne sono state vendute a migliaia nella Tuscia di mutande rosse. Per lui e per lei. In un noto locale del centro storico a una certa della notte è anche scattata la gara alla foto. Tutti in mutande per partecipare alla gara: chi ce l’ha più belle? Buona scusa per guardare le grazie, più o meno, di tutti.

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