Il “bandolero stanco” s’è desto; Marini: “Farò rinascere Forza Italia, raddoppio il mio impegno”

Il “bandolero stanco” s’è desto; Marini: “Farò rinascere Forza Italia, raddoppio il mio impegno”

Il “bandolero stanco” s'è desto. Giulio Marini batte un colpo e lo fa dal cuore di Forza Italia. Andarsene dal partito retto nel Viterbese da Dario Bacocco e Giovanni Arena? Non ci pensa proprio. Anzi, rilancia. Detta una linea, che rivendica come allineata a quella tracciata dal leader maximo Silvio Berlusconi.

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Il “bandolero stanco” s’è desto. Giulio Marini batte un colpo e lo fa dal cuore di Forza Italia. Andarsene dal partito retto nel Viterbese da Dario Bacocco e Giovanni Arena? Non ci pensa proprio. Anzi, rilancia. Detta una linea, che rivendica come allineata a quella tracciata dal leader maximo Silvio Berlusconi. Indica “gli altri” come fuori strada e si propone “di riportare gli amici” sul tracciato nazionale forzista: sovranista e critico vero questa Europa. Non indietreggia di un millimetro, dopo le recenti polemiche di Bacocco sulla convention del centrodestra alle Terme dei Papi. Restituisce “pan per focaccia” a Giovanni Arenna, dopo le critiche sul capogruppo in Comune. Dichiara di aver sepolto l’ascia di guerra nei confronti di Francesco Battistoni e di aver ritrovato se stesso, dopo essersi immerso nel lago d’umiltà della sconfitta alle comunali del 2013.

Un’intervista bomba, rilasciata a La Fune. Con una visione chiara in mente: “Dobbiamo liberare il campo dalla macerie e cercare di ricostruire il centrodestra”.

Tutti contro tutti, Forza Italia nel Viterbese è nel pallone?

“Vedo qualche idea, qualche progetto e tante chiacchiere. Venerdì abbiamo riunito il centrodestra, nonostante diverse difficoltà che hanno reso necessario un intenso lavoro di limatura. Sono intervenuti tanti personaggi del vecchio Pdl, singolare la polemica cercata da Bacocco per questa cosa”.

Non aveva dato l’autorizzazione per l’utilizzo del simbolo di Forza Italia. Perché l’avete utilizzato lo stesso?

“Che cosa? Di che autorizzazione stiamo parlando. Questa affermazione è ridicola. All’incontro di venerdì c’era il vicecoordinatore regionale Aracri, il coordinatore regionale azzurro della Basilicata Moles. A chi avremmo dovuto chiedere il permesso per l’uso del simbolo?”

Ma Bacocco, il coordinatore provinciale di Forza Italia, l’avevate avvisato?

“Sì. Naturalmente a cose fatte, perché per mettere in campo un parterre di quel tipo è stato un lavoro”.

Ed era stato invitato?

“Sì. Mi ha anche detto che sarebbe venuto. Poi evidentemente ci ha ripensato”.

Tutti contro Marini, anche Giovanni Arena ha criticato la scelta fatta a Palazzo dei Priori per la scelta del capogruppo. Che ne pensa?

“Altro passaggio assurdo. Arena dovrebbe spiegarmi con chi avrei dovuto concordare e cosa. Siamo in due, io e Antonella Sberna. Lei è gravata da tanti impegni fuori Viterbo per via del lavoro. Che dovevamo fare? Rimango perplesso”.

Battistoni ha detto che quando lei era coordinatore del Pdl tutte le decisioni passavano per lei mentre oggi Marini si ostina a fare di testa sua. Che ci dice?

“Ho buona memoria. Ricordo che nel 2012, quando ero coordinatore, alcuni di Forza Italia decisero di non appoggiare il candidato che avevamo scelto a sindaco: Alfio Meraviglia. Andarono da un’altra parte e regalarono la vittoria al candidato del centrosinistra Mauro Mazzola. Non mi pare che si fece quello che il coordinatore indicò. Non presi a calci nessuno. Non capisco perché oggi si gridi allo scandalo davanti a certe mie scelte”.

Si sta mettendo fuori da Forza Italia?

“Mai. Rimango dentro Forza Italia con convinzione. Posso anche dire che proseguirò, con doppia determinazione, la mia battaglia politica dentro al partito. Ho sotterrato l’ascia di guerra verso Battistoni, ho ritrovato me stesso nel bagno d’umiltà della sconfitta elettorale del 2013 e ora farà convinto attivismo nel partito. Non ho paura delle critiche. Ho un solo obiettivo: fare riconquistare consensi al mio partito”.

Quali saranno le sue mosse?

“Portare avanti la mia idea del partito, che è in linea con quella di Berlusconi. Un partito liberale, di centrodestra. Senza strabismi, con chiaro in mente che l’obiettivo è ricostruire il centrodestra e non guardare al centro. Io sono in linea con il partito nazionale, ho dei segnali che confermano il mio essere in linea”.

Cosa pensa dell’apertura di Bacocco e altri verso i Mori?

“Niente di scandaloso, però è più importante immaginare alleanze con le persone con cui siamo stati schierati finora. Scartare gli altri in nome di un’alleanza privilegiata con i Mori è un qualcosa che stride. Anche perché rischia di essere un’anomalia tutta viterbese. Uno strabismo locale, difficile da comprendere. Anche perché sono convinto che il mondo vada in un’altra direzione”.

E’ pronto allo scontro con l’altra anima del partito?

“Non c’è il campo per uno scontro. Io vado nella direzione del partito nazionale, con chi dovrei scontrarmi? Non è possibile una linea diversa”.

E’ pronto a candidarsi di nuovo a sindaco di Viterbo?

“No, giuro. Anche perché sono cattolico ma non intendo mostrare l’altra guancia ai viterbesi che già mi hanno dato uno schiaffone sonoro. Posso dire però che in tanti stanno rimpiangendo Marini, di fronte al nulla dell’amministrazione Michelini”.

Chi vede bene come sindaco?

“Qualcuno che abbia una visione della città come un’azienda. Parliamo di un comune con un bilancio da 160 milioni di euro. Non è un giochetto. Serve qualcuno con la capacità di guidarla, di trovare i soldi per i progetti. Altrimenti meglio che resti a casa, si rischia di farsi del male e fare male alla città”.

Natale Viterbo