I vertici di Coldiretti scrivono al sindaco Raggi: “Saremo lieti di raccogliere la vostra condivisione”

I vertici di Coldiretti scrivono al sindaco Raggi: “Saremo lieti di raccogliere la vostra condivisione”

I vertici di Coldiretti, nelle persone del presidente Coldiretti Lazio David Granieri e del direttore della Coldiretti Lazio Aldo Mattia hanno inviato una lettera al sindaco di Roma Virginia Raggi.

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I vertici di Coldiretti, nelle persone del presidente Coldiretti Lazio David Granieri e del direttore della Coldiretti Lazio Aldo Mattia hanno inviato una lettera al sindaco di Roma Virginia Raggi:

Gentile sindaco,

martedì prossimo mille pastori, con le loro pecore, invaderanno la Capitale per denunciare con forza, e pubblicamente, le difficoltà del comparto produttivo laziale del Pecorino Romano penalizzato, se non quando discriminato, da una politica di filiera pesantemente influenzata dagli interessi vari dei poteri forti e nella, almeno passiva, indifferenza di un Consorzio di Tutela della Dop colpevolmente distratto nei confronti degli allevatori, in particolare di quelli romani e laziali storicamente ghettizzati e relegati ai margini del circuito produttivo dallo schiacciante predominio sardo.

Saremmo lieti di raccogliere la vostra condivisione, personale, istituzionale e politica, sul merito delle ragioni della manifestazione di protesta che martedì prossimo 22 novembre dalle ore 10.00 ci vedrà scendere in piazza, al Foro di Traiano, con l’obiettivo di aprire una vertenza sindacale che, dopo anni di sofferenze e criticità, ripristini condizioni di equilibrio nei rapporti interni alla filiera ed una sostanziale equità nella gestione degli interessi economici dei due distinti, ma complementari, sistemi produttivi regionali del Lazio e della Sardegna.

Gli ultimi sono stati mesi infernali per i pastori e i produttori laziali. Abbiamo subìto il sequestro di forme di formaggio sol perché recavano in etichetta la dicitura Romano che, stando alle tesi del Consorzio di Tutela, smontate dal nostro ricorso vincente, rischiavano di pregiudicare la reputazione del Pecorino Dop, ingenerando confusione tra i consumatori e, come se non bastasse, dovremo a breve impegnarci in una dura battaglia a tutela del prezzo del latte che rischia il crollo ai minimi storici a causa di un’annunciata sovrapproduzione che oggi si è rivelata del tutto infondata, ma che intanto ha alterato gli equilibri di mercato a scapito di pastori e allevatori.

La misura è colma.

Martedì 22 novembre ribadiremo che mai Roma e il Lazio rinunceranno al marchio Romano, che ci appartiene per storia e per territorialità. Rilanceremo, inoltre, il pressing nei confronti del Ministero delle Politiche Agricole perché al più presto istituisca, come da nostra espressa richiesta, la nuova Dop del Cacio Romano e chiederemo una più efficace tutela della filiera laziale del Pecorino attraverso la previsione di un marchio che, sul mercato, permetta al nostro prodotto di essere venduto con la dicitura Pecorino Romano Dop Laziale, distinguendosi a tutti gli effetti da quello sardo, esaltandone così il valore del legame territoriale e la distintività, che trae la sua legittimazione dall’origine, dalla storia e dalla tradizione.

Martedì, in piazza, con la rappresentanza istituzionale al nostro fianco, tenteremo di difendere con ancora più forza e autorevolezza una parte straordinaria della nostra storia e del nostro futuro.

 

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