I sapori di casa nostra: torna Slow Food Village

I sapori di casa nostra: torna Slow Food Village

Vino, birra e olio (con relative enoteca, birroteca e oleoteca) e ancora prodotti della nostra terra, incontri, dibattiti, lezioni di cucina (per grandi e piccoli), laboratori del gusto, street food, show cooking, con tanto di osteria. Torna, in concomitanza con Caffeina, Slow Food Village (sempre nello spazio Almadiani) quest'anno sul tema "Terre, sapori, culture: in viaggio sulle vie del gusto"

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Vino, birra e olio (con relative enoteca, birroteca e oleoteca) e ancora prodotti della nostra terra, incontri, dibattiti, lezioni di cucina (per grandi e piccoli), laboratori del gusto, street food, show cooking, con tanto di osteria (“dove tutto è spaiato, ma dove tutto si tiene in nome della convivialità e dello stare insieme”, osserva Laura Belli). Torna, in concomitanza con Caffeina, Slow Food Village (sempre nello spazio Almadiani e di piazza dei Caduti) quest’anno sul tema “Terre, sapori, culture: in viaggio sulle vie del gusto”.

Programma che definire ricco è decisamente riduttivo: oltre 150 eventi nei giorni di apertura dove si potrà spaziare sui temi e sui valori all’insegna del buono, del pulito e del giusto. Una kermesse che non è solo all’insegna dell’enogastronomia di casa nostra, ma che si propone analisi più approfondite sulle necessità di mangiare e bere in modo naturale, ma anche sulle scelte di fondo che talvolta il ritmo frenetico (ma nello stesso tempo, stantio) della quotidianità ci fanno dimenticare. E dunque le proposte del 2017 (come sempre del resto) sono rivolte proprio a tutti: famiglie e produttori, educatori e formatori, ristoratori e associazioni datoriali, ambientalisti e rappresentanti istituzionali, esponenti di associazioni sindacali e docenti universitari. “Rispetto agli anni scorsi – spiega Claudia Storcé, responsabile della condotta viterbese – abbiamo invertito le location, nel senso che i dibattiti e gli incontri si terranno nell’arena all’aperto, mentre all’interno della chiesa degli Almadiani ci saranno le lezioni di cucina e i laboratori del gusto per i i grandi e per i piccoli, sempre sotto la guida di esperti chef”. “Un appuntamento fondamentale per la nostra città – aggiunge Sonia Perà, assessore comunale allo sviluppo economico – poiché sa coniugare la qualità con l’accoglienza. Qui da noi non ci sono grossi complessi alberghieri, ma sappiamo farci valere attraverso un’accoglienza diffusa, che è caratteristica delle iniziative di Slow Food”.

Il programma sul sito dello Slow Food Village 2017

La novità del 2017 sarà costituita dalla presenza di un’osteria con tanto di pergolato. “E’ il primo aspetto di cui mi sono preoccupata – spiega Laura Belli, chef de I giardini di Ararat, che la curerà -. Ogni sera proporremo un menu con 4 antipasti, 4 primi, 4 secondi e 4 dolci. Una particolare attenzione sarà dedicata alle erbe selvatiche: una squadra di 3-4 persone ogni giorno si inerpicherà sulle pendici dei Cimini per raccoglierle in modo da proporle a cena freschissime”. L’enoteca sarà invece seguita da Paolo Bianchini, titolare dell’osteria “Al vecchio orologio” che alle 19 in punto proporrà Aperitivo con il vignaiolo: “Saranno presentati i prodotti di 14 cantine del territorio – spiega -. Spesso si conoscono i vini, ma stavolta ci sarà la possibilità di conoscere da vicino chi coltiva la terra e chi produce queste bontà. Sì, insomma l’incontro sarà soprattutto con i vignaioli”. “E’ un’occasione – aggiunge Mauro Marinelli, vice presidente dell’Enoteca provinciale – per approfondire tematiche strettamente legate al nostro benessere, anzi allo star bene. Un’occasione in cui, tramite Slow Food, si possono coniugare la qualità dell’offerta e la facilità di approccio”. La birroteca sarà invece seguita da Tonino Cerica: “Presenti alcuni marchi locali (Bai e Free Lions Brewery), anche alcuni storici marchi nazionali: Birrificio Sant’Andrea di Vercelli e B Four Beer di Latina”. Particolare attenzione sarà dedicata al Muvis. il museo del vino di Castiglione in Teverina: la proposta arriva da Confartigianato Viterbo e dal suo presidente Stefano Signori. “Questo è il successo della glocalizzazione – sottolinea – cioè la capacità e la voglia di valorizzare tutte le eccellenze locali”. Una spazio serale sarà poi guidato da Carlo Zucchetti: “Davanti ad un bicchiere di buon vino e mangiando qualcosa di nostro, parleremo e discuteremo con esperti e appassionati. E magari ci scapperà anche il tempo per una partita a carte”.

Si parte domani sera alle 18,30 con l’inaugurazione ufficiale e l’apertura di Casa Slow; nella stessa circostanza, partirà l’attività delle botteghe che proporranno come ogni anno lo street food: arrivano da Sicilia, Campania, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna e Lazio con tante squisitezze alle quali sarà possibile abbinare vini e birre d’ogni genere. Si chiude con la proposta – provocazione dell’assessore Sonia Perà: “Slow food è un’iniziativa di successo, andrebbe pensata anche un’edizione invernale…”. La sfida è lanciata: chi la raccoglie?

 

 

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