I musulmani viterbesi condannano i fatti di Parigi: “I primi a rimetterci siamo noi e i nostri figli”

I musulmani viterbesi condannano i fatti di Parigi: “I primi a rimetterci siamo noi e i nostri figli”

I musulmani viterbesi vicini alla manifestazione organizzata a piazza del Comune per dimostrare vicinanza a Charlie e condannare il terrorismo.

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musulmaniAnche i musulmani viterbesi sono Charlie. La manifestazione di ieri sera, organizzata da diverse realtà  a piazza del Comune, è stata condivisa dalla comunità islamica della città dei papi. Parlano per bocca del presidente dell’Associazione Culturale Islamica di Viterbo: Nabil Al Zeer.

“I primi a rimetterci con gli attentati terroristici dei fanatici sono proprio i musulmani che vivono in Europa. Da noi condanna ferma verso queste azioni, l’islam è altro. L’islam è una religione di pace”, questo il suo commento. Ferma condanna verso i fatti di Parigi, vicinanza a Charlie e paura per i fomentatori razzisti che cercano di fare di tutta l’erba un fascio.

Nabil ha 67 anni, è palestinese e si trova da 44 anni in Italia. E’ la guida della comunità islamica locale. Un gruppo che si riunisce in alcuni locali di via Garbini, dove si prega ed è stato messo in piedi un centro di cultura islamica. Lo abbiamo intervistato.

Cosa pensa di quanto accaduto in Francia?

“Un gesto che va condannato. Si è trattato di un’azione terroristica, realizzata da fanatici. Loro non sono l’islam, l’islam è una religione di pace”.

Come sta vivendo queste giornate?

“Non dormo da tre giorni. Provo le stesse brutte sensazioni che ho vissuto subito dopo i fatti dell’undici settembre. Ho quattro figli e sei nipoti, ho paura che possano rimetterci loro. Loro e gli altri della comunità musulmana”.

In che senso?

“Nel senso che la gente inizia a guardarci male, per colpa di alcuni fomentatori che cercano di assimilare questi senza dio all’islam. Anche in Italia ci sono persone che stanno cogliendo al balzo la situazione e approfittano di quanto accaduto per fare una propaganda anti islamica. Persone che istigano all’odio. Noi musulmani vogliamo vivere in pace, credendo nei valori della democrazia”.

Come vedete questa manifestazione organizzata a Viterbo?

“Ci piace sostenerla. Ho incaricato alcuni giovani del centro islamico di diffondere la voce per garantire anche una nostra presenza. Ho incaricato anche di mettere una frase di solidarietà verso la redazione di Charlie e di condanna del terrorismo sul nostro sito internet”.