I MoRi spingono il centrodestra a destra: ecco perché anche i moderati si radicalizzano

I MoRi spingono il centrodestra a destra: ecco perché anche i moderati si radicalizzano

È questa una delle prime conseguenze politiche dell’ipotesi di alleanza a Viterbo tra Moderati e Riformisti, il movimento nato dalle ceneri di Oltre Le Mura e benedetto da Giuseppe Fioroni, e l’ala moderata di Forza Italia.

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Il nuovo centrismo viterbese radicalizza le posizioni del centrodestra. È questa una delle prime conseguenze politiche dell’ipotesi di alleanza a Viterbo tra Moderati e Riformisti, il movimento nato dalle ceneri di Oltre Le Mura e benedetto da Giuseppe Fioroni, e l’ala moderata di Forza Italia.

Il centrodestra, così, si sposta a destra. E non è così solo nei cambi di casacca: Claudio Ubertini a Fratelli d’Italia ed Enrico Contardo, ormai un anno fa, a Noi con Salvini, ma anche le posizioni dell’altra metà del cielo azzurro guidata da Giulio Marini e Fondazione di Gianmaria Santucci. Potrebbero essere infatti costretti a cercare spazio altrove. La radicalizzazione dei contenuti e delle posizioni dei moderati del centrodestra risulta già chiaro in questi giorni nei quali si è imposto il tema dell’immigrazione. Il tema è battuto fortemente da mesi da Fratelli d’Italia, protagonista di una raccolta firme già nell’autunno scorso, e da Chiara Frontini, molto estrema nelle sue posizioni, sintetizzabili in uno dei suoi slogan preferiti: “prima i viterbesi”.

In vista, tra un anno, c’è la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale e non è un segreto che il centrodestra stia cercando una nuova sintesi per arrivare unita e non lasciarsi scippare nuovamente la guida della Città. La sintesi, con lo spazio al centro che sembra essere sempre più occupato da MoRi e centristi di Forza Italia, allora sembra essere cercata più a destra con posizioni più alla Trump che alla Einaudi. Anche per inseguire l’elettorato di riferimento che si presuma possa essere più affascinato dalla destra sovranista che da quella più moderata.

I temi di questi giorni sembrano a rispondere a questa lettura. La manifestazione di San Martino al Cimino di alcune decine di cittadini, ha infatti visto a fianco un’area a destra molto composita, sulla carta. Dall’estrema destra, con esponenti di Casapound e Unione della Tuscia, ai moderati come quelli di Fondazione e Forza Italia. In mezzo Fratelli d’Italia, Viterbo 2020 e movimenti di cittadini come Viterbo Civica. E le proposte contro l’accattonaggio di Fondazione, comunque la si pensi, sembrano esserne una conseguenza politica.

Con lo slittamento a destra del baricentro del centrodestra dunque diventa necessario, per chi volesse ambire a rappresentarne una sintesi, spostarsi a destra, esprimendo così posizioni meno moderate, se non più radicali, rispetto a quelle che potevano bastare solo poche settimane fa.

In tutto questo c’è poi la “variabile impazzita” del centrodestra, rappresentata da Chiara Frontini e dal suo movimento Viterbo 2020. Impazzita perché non controllabile. Chiara Frontini ha lavorato a stretto contatto in questi anni di Consiglio comunale con gli stessi ambienti di centrodestra ricucendo rapporti che si erano rotti durante la scorsa campagna elettorale, ma mantenendo una propria autonomia e ritagliandosi uno spazio importante, che ha un po’ frastornato l’area che oggi riunisce l’opposizione a Michelini. E la sua uscita in conferenza stampa di qualche giorno fa, nella quale in pratica si è ripromessa candidata sindaco, potrebbe contribuire ad accelerare questo processo.

Se qualcosa non dovesse cambiare in questi mesi, lo spazio al centro si ridurrà e nello stesso tempo aumenteranno le figure che cercheranno un voto a destra. In questo scenario ritagliarsi uno spazio prima degli altri, potrà fare la differenza tra un successo e una disfatta.

 

Natale Viterbo