I miracoli che la tradizione attribuisce a Santa Rosa: dal pane in rose all’unghia rinata

I miracoli che la tradizione attribuisce a Santa Rosa: dal pane in rose all’unghia rinata

Alcuni dei principali miracoli che la tradizione attribuisce alla patrona viterbese. Dal miracolo della brocca risanata, tra i più famosi, a quelli meno noti.

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Il pane in rose. Rosa mette da parte qualche pezzo di pane risparmiandolo dal suo cibo quotidiano per donarlo ai poveri. Il padre Giovanni, preoccupato per la salute della figlia denutrita, la ferma sulla porta di casa e le chiede di aprire il grembiule nel quale aveva nascosto il pane per i bisognosi. al posto del cibo compaiono delle freschissime rose rosse.

La brocca risanata. Rosa è alla fonte di Santa Maria in Poggio per attingere l’acqua quando a una bambina cade la brocca che va in frantumi. Sperando di non ricevere la punizione dei genitori la fanciulla incolpa Rosa di averla fatta cadere. Questa raccoglie i cocci, ricompone la brocca e la dà, intera, alla bambina bugiarda.

La gallina rubata. Alla mamma di Rosa viene rubata una gallina. La bambina individua la colpevole, chiede la restituzione ma riceve solo ingiurie. Rosa si allontana ma subito si ode un grido: sulla guancia della ladra sono spuntate delle penne. Restituita la gallina le penne scompaiono.

Apparizione della Madonna. Rosa è gravemente malata e tutti temono per la sua vita. Ma un giorno davanti al suo letto appare la Madonna che le dice di vestire l’abito del Terzo Ordine francescano e di diffondere la parola di Gesù. Rosa guarisce.

Apparizione di Gesù. Rosa fissa intensamente il crocifisso che, piano piano, si anima. Gesù è vivo sulla croce e parla alla fanciulla. Da qul momento Rosa predica con maggiore forza.

Rosa predica su una pietra che si solleva. Non essendo visibile da tutto il popolo per la piccola statura, Rosa, durante una delle sue prediche, sale su un masso che si solleva da terra e resta così fino alla fine della predica.

Castigo a un eretico. A Viterbo, durante una sua predica, un eretico per schernirla, facendo finta di non vederla, la urta violentemente. rosa gli predice che di lì a tre giorni sul suo corpo apparirà un segno. Al terzo giorno all’eretico cadono tutti i peli dalla testa fino ai piedi.

Protegge Viterbo. L’esercito di Federico II tenta di conquistare le mura della città. Rosa protegge i viterbesi (1243).

Ridà la vista a un cieco. Andrea è cieco da molto tempo. Durante una delle prediche di Rosa le si pone dinanzi per implorarle la restituzione della vista. Rosa gli fa fare il segno della croce e i suoi occhi tornano a vedere.
A Soriano le appare un angelo. Nel 1250 Rosa è in esilio a Soriano. Un angelo predice la morte di Federico II.

La cieca guarita. A Vitorchiano, Delicata, una bambina cieca dalla nascita, viene condotta dinanzi a Rosa. Lei tocca con le dita gli occhi della fanciulla e traccia il segno della croce dicendo: “Delicata, in nome di Dio, apri gli occhi”. La bambina vede per la prima volta.

Predizione dell’accesso al monastero delle Clarisse dopo la morte. Rosa chiede alla suore di entrare nel loro monastero. Queste non l’accettano perché troppo numerose. Rosa predice loro che vi entrerà comunque dopo morta. Il suo copro viene sepolto proprio all’interno del monastero.

Appare a papa Alessandro IV. Rosa, defunta, appare in sogno al papa chiedendogli di essere seppellita nel monastero di San Damiano. Il 4 settembre 1258 il suo santo corpo, incorrotto e molle, vi viene trasferito.

Una rosa indica la sepoltura. Qualche mese prima Alessandro IV si era recato nella chiesa di Santa Maria in Poggio, dove è sepolta Rosa. Sul pavimento spunta una rosa rossa per indicare il punto dove riposa la santa.

Pericolo di crollo del campanile. Nella prima metà del Trecento, il vecchio campanile del monastero di Santa Rosa rischia di crollare. Nessuno se ne accorge. Rosa appare in sogno a una monaca, mentre sorregge il campanile pericolante.

Incendio dell’urna. Nel 1357 una candela caduta in terra provoca un violento incendio che brucia l’urna della santa. Le suore accorrono in ritardo e, spento l’incendio, pensano che il corpo sia ormai ridotto in cenere. Rosa è intatta nonostante gli ori e gli argenti che ornano l’urna si siano liquefatti.

Il morto resuscitato. Nel 1419 Menico Di Marco muore a Viterbo. Fedele alla santa, la moglie Covella si reca davanti alla sua urna per invocare la grazia. Promette che farà dipingere il miracolo sulla cassa che chiude il suo corpo. Tornata a casa trova il marito vivo.

Attentato al corpo di santa Rosa. Nel 1451 Rosa appare in sogno a due suore e rivela che “due vermi le rodono la spalla destra”. Le monache decidono di verificare subito la veridicità del sogno ma, scoperta la spalla di Rosa nessun verme appare. Entrando in chiesa, il giorno dopo, vedono che la parte destra della ferrata che protegge il corpo della santa è stata limata.

Il naufrago salvato. Il viaggio verso la Spagna, un marinaio polacco, Giovanni Discreconiowski, si imbatte in una tempesta. La nave affonda e solo Giovanni, raccomandatosi a santa Rosa, si salva. Il 16 novembre del 1455 si reca davanti all’urna della santa per renderle omaggio.

I francesi a Viterbo. Il 27 novembre del 1798 i francesi al comando del generale Kellerman muove l’attacco a Viterbo da Porta Romana. Santa Rosa protegge la città e per ringraziarla i viterbesi portano al suo santuario le palle di cannone e le bombe inesplose.

Tolta un’unghia dalla mano di Rosa subito rinasce. Un tedesco visita l’urna in cui riposa Rosa e, volendo portare con sé una reliquia, prega una monaca di donargli un’unghia. Alla suora, che si rifiuta, offre delle monete d’oro. La religiosa taglia una delle unghie della mano destra. Il dito tagliato comincia a sanguinare e la monaca, disperata, chiede perdono alla santa. L’unghia ricresce e torna come prima. Da allora l’urna fu dotata di due chiavi. Una in possesso della badessa e l’altra della suora più anziana.

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