I diari della motocicletta – Un tramonto intramontabile

I diari della motocicletta – Un tramonto intramontabile

Sveglia ancor prima di quella programmata, iniziano a sentirsi gli effetti di un sole che dorme poche ore in estate a queste latitudini e che poco lascia dormire.

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Giorno 5

Sveglia ancor prima di quella programmata, iniziano a sentirsi gli effetti di un sole che dorme poche ore in estate a queste latitudini e che poco lascia dormire.

Anche la stanchezza dei primi duemilacinquecento chilometri rimbalza nella testa e nelle articolazioni: programmare, prepararsi, affrontare gli imprevisti, tirar lungo fino a sera al quinto giorno dalla partenza appesantiscono il viaggio.

Quando poi è tutto pronto per rimetterci in strada allora torna in circolo adrenalina e serotonina a carburare la nostra marcia.

Stoccolma la mattina non è affatto una capitale che si sveglia presto per farci compagnia, bar chiusi, supermercati che tardano ad aprire. Quando ci immettiamo in autostrada, direzione Sigtuna, è già tarda mattina e in meno di un’ora siamo arrivati. Un borgo affollato di visitatori sede del municipio più piccolo e più antico di Svezia, praticamente un museo a cielo aperto dal quale ci lasciamo incantare, e non siamo i soli.

Per tutto il pomeriggio percorriamo chilometri su una lingua di asfalto che attraversa pianure sconfinate di grano verde e grano trebbiato all’ombra di boschi di betulle, pini e abeti. La Svezia appartiene alla natura, l’uomo la abita con qualche casa posata qua e là in questa distesa verde prato.

Tutto è tranquillo qui, in sintonia. La terra con l’acqua, le pianure con i fiumi e i laghi che le attraversano, le bagnano e le delimitano, noi con il nostro sogno di vivere questi luoghi.
Siamo sospesi nel tempo di un lunghissimo pomeriggio di luglio con i suoi deboli 20 gradi centrigradi che termina la sua corsa a Stode, in un cottage sulle sponde del lago. Un tramonto intramontabile da cartolina.